Ambiente

Alla scoperta delle cascate abruzzesi

La forza e la bellezza della natura racchiuse in poderosi salti d’acqua, l’impatto e lo scroscio che ne consegue lasciano spesso lo spettatore meravigliato. Stiamo parlando delle cascate. L’Abruzzo con i suoi parchi distribuiti sul territorio, ha, tra le sue meraviglie, vari punti naturali in cui si originano spettacolari cascate che meritano di essere viste almeno una volta.  Tra queste segnaliamo le cascate di San Giovanni, cascate del Ruzzo, cascate del Rio Verde, cascata della Morricana, cascata del Vitello d’Oro, cascata del Caccamo, cascata di Cusano.

cascata di San Giovanni2Cascate di San Giovanni – si trovano non lontano da uno dei più bei borghi d’Italia, Guardiagrele, in provincia di Chieti, nel parco nazionale della Majella. A quota 975 s.l.m. il torrente Vesola compiendo due poderosi salti, uno di 35 e l’altro di 15 metri, forma uno spettacolo incantevole, le cascate di San Giovanni. Uno dei percorsi più caratteristici per raggiungerle parte da via Bocca di Valle, Guardiagrele, e percorrendo il sentiero che segue a ridosso del fiume Vesola, si immette in un bosco in cui la vegetazione è ricca e fiorente.
Proseguendo si incrociano di tanto in tanto fiori di pinguicola, genziana, orchidea e il giglio di San Giovanni. L’aria è colma di profumi delicati, muschi.

Se si vuole un po’ di ristoro dal caldo dei giorni estivi, dal caos della città o soltanto per “staccare la spina”, questo è il posto ideale per vivere la pace magica della natura.

COME RAGGIUNGERE GUARDIAGRELE da Roma, da Pescara, da Teramo

Cascate del Ruzzo 3Cascate del Ruzzo – offrono uno spettacolo di naturale bellezza. Si trovano a Pretara, in provincia di Teramo. Una volta arrivati alla piccola frazione si prosegue fino al primo incrocio a destra, girando per una strada non asfaltata e si arriva ad un ponte sul fiume Ruzzo, alla cui sinistra vi è un piccolo sentiero che conduce alle maestose cascate. Il fiume Ruzzo è una risorsa idrica molto importante sia per Teramo che per il resto della Provincia, perché da circa 70 anni un acquedotto li alimenta.

Le sorgenti del Ruzzo costituiscono il caput fluminis del torrente omonimo, sul versante adriatico del Gran Sasso d’Italia. E’ formato da tre grandi sorgenti: la Fossaceca (m.1497), le Piscine, e il Peschio.
Il vallone è profondamente inciso nel massiccio calcareo ed ha sponde dirupate a picco o a strapiombo profonde in alcuni punti oltre 150 metri. Il letto del torrente corre incassato fra grandi voragini ed ha in vari punti enormi salti, che formano cascate pittoresche come i “salti” delle Coste Baroni, del Mescatore (23 metri) e di Vena Roscia (16 metri).

COME ARRIVARE A PETRARA da Roma, da Pescara, da Teramo

cascata del vitello d'oroCascata del Vitello d’oro – è chiamata così perché, secondo una leggenda, si narra che a un gruppo di donne, che erano andate a prendere l’acqua nella cascata, apparve una piccola vitella gialla proprio a ridosso dell’acqua, splendente come l’oro. Alta 28 metri, tra le più spettacolari d’Abruzzo, si tuffa nelle acque del fiume Tavo e si trova nella parte meridionale del Gran Sasso a Farindola in provincia di Pescara nella valle d’Angri. Il paesaggio circostante è di notevole importanza naturalistica perché era immerso nei boschi, l’area faunistica del camoscio d’Abruzzo e del geotritone italico (anfibio che vive nelle grotte). Da notare il contrasto tra i versanti rocciosi con scarsa vegetazione e la conca che è ricoperta di alberi verdeggianti cresciuti spontaneamente.

Le cascate del Vitello d’oro sono facili da raggiungere. Un comodo sentiero conduce alle cascate dalla strada. È possibile risalire e discendere le cascate grazie a scale e ponticelli. Il Vitello d’Oro è un luogo perfetto per passeggiate all’aria fresca.

COME ARRIVARE A FARINDOLA da Roma, da Pescara, da Teramo

Cascata del CaccamoCascata del Caccamo – Unica cascata delle Gole del Salinello, nel Parco Nazionale dei monti della Laga, a Ripe di Civitella del Tronto in provincia di Teramo. Scorre in una fenditura nella roccia da un’altezza di 35 metri e precipita in un bacino dalla forma di un pentolone, chiamato volgarmente “lu caccheme” e per questo ribattezzata di Caccamo. La cascata si immette in un tranquillo torrente dalle acque tanto limpide quanto fredde e percorrendolo ci si inoltra in un suggestivo canyon. Lungo il percorso per raggiungere la cascata ci si può fermare alla di Grotta S. Angelo, per molti secoli utilizzata come luogo di culto ed ancora oggi meta di pellegrinaggi in onore di San Michele Arcangelo.

Le gole del Salinello, caratteristiche per le alte pareti di roccia via via più strette e strapiombanti, hanno un ambiente naturalistico con vegetazione lungo il torrente, detta ripariale (carpino nero, orniello, frassino maggiore, salici), mentre sulle pareti predomina la lecceta. A causa dell’inversione termica nelle gole, è possibile trovare la faggeta anche in basso, cosi come la genziana ed esemplari di mammiferi come il tasso.

COME RAGGIUNGERE RIPE DI CIVITELLA DEL TRONTO da Roma, da Pescara, da Teramo

Cascata di CusanoCascata di Cusano – Paradisiaca cascata nel parco della Majella in località Cusano-Abbateggio, in provincia di Pescara. Il tragitto, pur se breve, è difficile da percorrere dato che non ha sentieri “segnalati”, ma rimane alla portata di tutti, meglio se si ha già esperienza di escursionismo e si è abituati ad andare in montagna o con guide esperte.

Nel tragitto per arrivare alla cascata si incontrano dei campi incolti da attraversare, con erbacce e in alcuni tratti anche delle spine, mentre arrivati al fiume bisogna camminare sulle rocce per concludere con l’attraversamento del fiume nell’ultimo tratto, dove l’acqua (fredda) è alta circa 1 metro e 40 centrimetri. Gli scenari naturali incantevoli, la vegetazione e i giochi di luce che si creano tra le imponenti rocce o canyon da attraversare, renderanno unico e appagante lo sforzo. Il periodo ideale è giugno, luglio e agosto (anche settembre se il clima lo permette).

Ecco una descrizione del tragitto per arrivare alla cascata di Cusano

COME ARRIVARE A CUSANO – ABBATEGGIO da Roma, da Pescara, da Teramo

Cascate Rio VerdeCascate del Rio Verde – Con un salto di oltre 200 metri le cascate del Rio Verde sono in vetta alla classifica delle più alte dell’Appennino, seconde in Italia (il primato è detenuto dalle cascate della Stroppia, in provincia di Cuneo) e tra le più alte in Europa. Queste cascate, circondate da una ricca vegetazione e fauna, si trovano nel bel mezzo di un’area protetta, una riserva naturale regionale chiamata Rio Verde, a ridosso della località Borrello in provincia di Chieti che dista 15 minuti di camminata. Borrello sorge su un altipiano ad oltre 800 metri sul livello del mare ai confini del Molise. La riserva può essere raggiunta percorrendo l’autostrada A25 Roma-Pescara uscendo a Sulmona e proseguendo fino a Castel di Sangro per poi percorrere la stessa fondovalle. Oppure con la A14 ed uscendo a Val di Sangro per poi proseguire lungo la superstrada fondovalle Sangro in direzione Castel di Sangro fino all’uscita per Quadri da cui si raggiunge Borrello.
Dista da L’Aquila 169 km, da Pescara 103 Km, da Chieti 80 Km, da Teramo 163 km.

La Riserva Cascate del Rio Verde nasce in località Quarto fra Abruzzo e Molise e dopo un breve percorso si congiunge nella valle del fiume Sangro con un notevole dislivello che crea questi spettacolari salti d’acqua. Queste cascate naturali sono di grande rilevanza scientifica, sia per la posizione che per il microclima che si è generato. Vengono alimentate da acque perenni e sono ricoperte da una fitta vegetazione mediterranea, la portata d’acqua che si tuffa a valle varia durante l’anno.

In zona si possono percorrere tre sentieri a piedi.
Il sentiero natura parte dal centro visite e in circa due chilometri di cammino, ci permette di ammirare la purezza delle acque e la bellezze delle imponenti cascate.

Il Sentiero del Vallone Piccioni comincia dal paese di Borrello, in corrispondenza della fonte della Cannella. Ripercorre un’antica mulattiera che raggiunge la base della cascata offrendo un punto d’osservazione che esalta la spettacolarità dello scenario. Oltrepassato il fiume su un piccolo ponte, il sentiero prosegue terminando dopo circa quattro ore di cammino, alla sommità delle Cascate del Verde, in prossimità del Museo delle Acque.

Il sentiero delle Valli parte nelle vicinanze della Chiesa di Sant’Egidio e conduce su terreni in cui rimangono ancora evidenti i segni di insediamenti passati: antichi pozzi, tholos, capanne a secco e resti di torchi in pietra.
Per gli amanti delle escursioni in mountain-bike, è possibile percorrere un sentiero di sette km che, partendo in prossimità dell’Abergo “Le Cascate del Verde”, si snoda lungo la strada provinciale per Rosello per immergersi poi all’interno del bosco del Montalto.

COME ARRIVARE A BORRELLO da Roma, da Pescara, da Teramo

Cascata della MorricanaCascata della Morricana – Si trovano in località di Ceppo (1334 mt), in provincia di Teramo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il Bosco Martese assieme alle cascate della Morricana rappresentano  uno degli angoli più suggestivi della Laga. Un percorso immerso nella natura incontaminata, tra i rari abeti bianchi rimasti e “l’invasione” di faggio su quasi tutto il territorio che è una delle piante predilette dai “porcini” che qui trovano un habitat perfetto. I funghi e i “fungaioli” oggi sono presenze costanti in questo posto.

L’itinerario si svolge sul versante teramano dei Monti della Laga. Si tratta di un itinerario facile, adatto a tutti, recentemente segnalato e su sentiero sempre netto e agevole.                                                                                                                                                                                                                                                                       Arrivati a Ceppo si prosegue fino al bivio, nei pressi di un campeggio, dove si parcheggia. Si segue quindi la strada sterrata che in piano, lungamente, attraversa il bosco della Martese e dopo circa 6 km si prosegue su sentiero e, con un’altra ora di cammino, dopo aver attraversato innumerevoli fossi si giunge davanti al primo grande salto delle cascate. Per osservare i salti superiori bisogna traversare il torrente a destra alla meglio, indovinato il sentiero seguire l’esile traccia che diagonalmente sale verso destra avvicinandosi al bordo del Fosso Cannavine (altra cascata). Come finisce il bosco si arriva agli Stazzi della Morricana e camminando in direzione obliqua verso sinistra, dopo poco si scorge, ai margini di un profondo fosso, del secondo salto delle cascate.

Bella la vista sul versante nord di Pizzo di Moscio. La Valle Castellana, in basso, è un mare di verde. Tanta acqua ha sicuramente contribuito anche alla ricchezza dei boschi che qui spesso coprono intere valli.

COME ARRIVARE A CEPPO da Roma, da Pescara, da Teramo

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