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Cellulare: il nemico numero uno al volante

Immaginate di guidare ad occhi chiusi per dieci secondi. Sembra un’azione folle. Eppure succede proprio questo quando, alla guida, ci si distrae per rispondere ad un sms, scattare un selfie, controllare le notifiche dei social network. Fino a qualche anno fa il pericolo sulle strade era limitato a chi telefonava al volante, oggi il numero delle distrazione derivate dallo smartphone è aumentato notevolmente: chat, selfie, notifiche dai social.
Questa cattiva abitudine è alimentata dalla convinzione che usare il cellulare in macchina sia una violazione minore rispetto alle altre, quando invece è la principale causa di tragedie.
I numeri a riguardo parlano chiaro: in Italia la disattenzione alla guida dovuta al cellulare, è la seconda causa di morte, sia in strada che in autostrada, ed è la causa di 8 incidenti su 10.
Una cattiva abitudine sempre più diffusa. Nel nostro Paese, da gennaio ad agosto 2016, polizia Stradale e Carabinieri hanno fatto 30.094 multe a chi guidava usando il cellulare, il 26,6 per cento in più rispetto all’anno precedente.


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Una problematica che varca i confini nazionali: l’uso del cellulare alla guida non è un fenomeno limitato al nostro paese. In Europa, dopo 14 anni, è tornato a salire il numero delle vittime di incidenti stradali. Sono, in media, 72 i morti al giorno sulle strade europee, e tra le cause principali troviamo proprio la distrazione al volante dovuta all’uso del telefono.

Eppure non riusciamo a staccarci dal telefono neanche quando usarlo mette a serio rischio la nostra incolumità e quella degli altri automobilisti. A confermalo è anche Antonio Cerasa, docente di Psicologia. Il perché, spiega, è da ricercare in due dinamiche principali: “intanto la guida di per sé è noiosa, sebbene sia una delle operazioni che richiedono maggiore attenzione e quindi distrarsi è già molto facile. In più i social e le forme di comunicazione hanno una forte componente emotiva: ricevere un sms è gratificate, un like su Facebook è un premio, ecco perché vogliamo vederlo subito”.

Le sanzioni non bastano: sono 171 euro di multa per chi utilizza il cellulare al volante. Ben più grave se si causano incidenti. Eppure il trend negativo non cambia. A confermarlo sono gli esempi europei che dimostrano come le campagne di sensibilizzazione, a volte anche molto dure, non hanno effetto. Se poi guardiamo il fenomeno dal punto di vista psicologico, afferma  ancora il professor Cerasa: “la punizione non è sufficiente perché parliamo di comportamenti emotivi”. Secondo molti trovare una soluzione spetta alla tecnologia, o meglio, all’uso dei dispositivi che permettono di non distrarsi. Incentivare il loro uso pare essere, attualmente, l’unico appiglio per limitare una strage che sembra essere senza fine.

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