Approfondimenti

Cosa sono e come si formano le valanghe

L’insidia più temibile della montagna durante l’inverno e la primavera è rappresentata dalle valanghe. I due elementi che più influiscono su di esse sono il vento e la temperatura.

La valanga è una massa di neve che precipita lungo un pendio di montagna ingrossandosi sempre di più, trascinando con sé altra neve e detriti e abbattendo tutto ciò che incontra.

In ogni valanga è in genere possibile riconoscere una zona di distacco, una di scorrimento e una di accumulo.

La zona di distacco è il luogo in cui si origina il fenomeno. Di solito è collocata in prossimità delle creste dorsali, al di sopra del limite della vegetazione forestale o dove la neve si accumula. I fattori che influenzano il distacco sono la morfologia del terreno, la quota, l’esposizione e la copertura vegetale.
La zona di scorrimento è l’area compresa tra la zona di distacco e quella di arresto, è qui che la valanga raggiunge la sua massima velocità.
La zona di accumulo è il luogo dove la massa nevosa rallenta progressivamente fino a fermarsi. Può essere un ampio ripiano, un fondovalle o il versante opposto di una vallata.

La sopravvivenza, in caso di coinvolgimento in una valanga, è collegata a diversi fattori: gravità del trauma subito dall’impatto, soffocamento, ipotermia e congelamento. Ovviamente la prevenzione resta l’arma migliore per proteggersi. È fondamentale osservare la situazione meteorologica, considerare le condizioni del tempo nei giorni precedenti, valutare quanto ha nevicato e la forza del vento in azione. Secondo la curva elaborata dall’Associazione Interregionale Neve e Valanghe (Aineva), i primi 5 minuti successivi ad una valanga, sono spesso quelli che determinano la possibilità di sopravvivenza o meno delle persone travolte. Per tale motivo, se ci si dovesse trovare nella spiacevole situazione di essere stati travolti da una valanga, è essenziale provare ad autosoccorrersi.

 

LA CLASSIFICAZIONE

A debole coesione: si formano generalmente in inverno con temperature basse e dopo abbondanti nevicate, si propagano lentamente formando una traiettoria di forma triangolare. Sono più frequenti su pendii con inclinazione compresa tra i 40° e i 60°.
A lastroni: sono dovute al distacco improvviso di un intero lastrone di neve, a partire da un fronte più o meno esteso. In esse la neve si stacca a lastre e solo durante il movimento queste si spezzano in frammenti di minori dimensioni. Le valanghe a lastroni possono essere di superficie o di fondo, a seconda che si muovano solo alcuni strati superficiali o l’intero manto nevoso. Nella maggior parte dei casi il distacco avviene per un aumento del carico sulla neve dovuto ad esempio al passaggio degli sciatori.
Di neve umida: si formano dopo un forte rialzo termico e sono quindi tipiche del periodo primaverile. Sono caratterizzate da una velocità di scorrimento piuttosto modesta (30-50 Km/h), e, data la loro elevata densità, travolgono e spingono a valle tutto ciò che incontrano. Caratteristiche di queste valanghe sono le striature che talvolta lasciano lungo il percorso, causate dai detriti trasportati dalla massa nevosa.
Di neve asciutta: si generano dal distacco di un lastrone di neve asciutta che, scorrendo su un pendio molto scosceso, si spezza in blocchi e frammenti ed ingloba grandi quantità d’aria. Scorrono a velocità molto elevata, seguendo una traiettoria dritta e superando qualsiasi ostacolo. Queste valanghe sono caratterizzate dallo sviluppo di un soffio, ovvero un’onda di pressione d’aria che precede il fronte della valanga e ha un enorme potere distruttivo.

Valanga di neve asciutta

Valanga a lastroni

Valanga a debole coesione

Valanga di neve umida

 

 

 

 

 

 

 

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