Borghi d'Abruzzo

Introdacqua, il borgo del seicento racchiuso in una valle

“Tra due pinete verdi sta nascosto, in mezzo a una valle un paese bello”. Una canzone dedicata al “paese”, perché questo è Introdacqua: un paese com’erano quelli della nostra infanzia, anche di quella immaginaria.

Questo piccolo e affascinante borgo, che fa parte dei Borghi più belli d’Italia  sorge su un colle posto tra due valli che lo racchiudono, quella di Contra e Sant’Antonio. La grande disponibilità di acque utili all’agricoltura, grazie alla presenza di numerose fonti in montagna e ruscelli che scorrono nelle colline poste tra le valli, induce i monaci della potente abbazia di San Clemente a Casàuria, a mandare coloni in questo luogo per coltivarvi le terre di loro proprietà. Nasce così una prima comunità organizzata che dipende dall’abbazia e sarà poi feudo di diverse nobili famiglie, tra le quali sono da ricordare i D’Aquino e i Trasmondi.

Il centro abitato è sorto verso l’anno mille con l’incastellamento delle “ville”. Fu tenuto in feudo da varie famiglie nobiliari tra le quali i Conti di Sangro, di Capua, i D’Aquino, i Marchesi d’Avalos ed infine i Trasmondi, marchesi di Introdacqua.

Dominano il cuore del paese i resti di un’antica rocca cintata di origine medievale. Nella parte più alta, sul monte Plaia, si conservano resti di mura megalitiche che testimoniano la presenza di popolazioni italiche.
Di importanza storica il campanile seicentesco, costruito in pietra locale, che ben simboleggia la solidità di Introdacqua, se è vero che ha resistito, senza nemmeno scalfirsi, a quattro o cinque terremoti. Il Palazzo Trasmondi, custode di segreti legati al potere feudale è stato edificato intorno al XIII secolo e porta il nome degli ultimi feudatari del paese. La fontana vecchia è una costruzione in pietra viva, costituita da un parapetto a cortina con una vasca-abbeveratoio rettangolare per la raccolta dell’acqua. Presenta lo stemma in pietra del paese, con la data di costruzione, 1706, e la scritta in latino con i nomi dei massari dell’epoca. La chiesa della Santissima Trinità, edificata sulle rovine della chiesa di San Panfilio, che era stata sommersa dalla stessa alluvione che colpì la chiesa Madre, fu ultimata nel 1706. La chiesa campestre di San Giovanni Battista si può far risalire intorno al Mille e conserva alcuni affreschi originari.

Introdacqua è anche il paese delle bande musicali. Ce ne sono ben due e il borgo celebra ogni anno la festa di Santa Cecilia, la santa protettrice della musica, radunando musicanti locali.

Per saperne di più:
www.borghipiubelliditalia.it
Comune di Introdacqua

Come arrivare ad Introdacqua (AQ): il percorso

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