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La festa dei banderesi, una tradizione abruzzese che si rinnova da 700 anni

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Bucchianico, piccolo paese nella provincia di Chieti, celebra ogni anno, a maggio, l’antichissima festa dei Banderesi. L’evento trae origine da una contesa militare tra i comuni di Bucchianico e Chieti in epoca medievale.

LE ORIGINI – Narra la leggenda che, quando i bucchianichesi stavano per arrendersi agli assedianti chietini, il popolo accorse dalle campagne al paese per sottrarsi alle razzie dei nemici e portare così rinforzi di uomini, trasportando sui carri, come meglio potevano, tutto il necessario per la sopravvivenza all’assedio: provviste di cibo, legna da ardere, bestiame, vino. Contemporaneamente, Sant’Urbano, protettore del paese, apparve in sogno al capitano della guardia, il cosiddetto Sergentiere, suggerendogli un espediente che avrebbe disorientato gli avversari. Gli consigliò di far camminare gli uomini sugli spalti, seguendo una traiettoria a serpentina, in modo da creare un’illusione ottica; infatti i chietini, credendo di contare più uomini del previsto, si ritirarono in tutta fretta, sciogliendo l’assedio. A ricordo di questo fatto, da allora si continua a fare la “ciammaichella” che consiste nel percorrere, in corteo, la piazza principale con movimenti a zig zag.

L’antica festa dei Banderesi, dedicata a Sant’Urbano, consiste in una serie di riti molto articolati, ma a rubare la scena sono le donne di Bucchianico che sfilano per le vie del piccolo borgo in eleganti abiti della tradizione abruzzese e sul capo enormi canestri pieni di coloratissimi fiori.

Nei mesi precedenti la festa le donne, seguendo gli insegnamenti delle loro nonne, creano bellissimi fiori di carta che con maestria adornano in grandi cesti di vimini: “lu canestre” (il canestro). Gli uomini, invece, costruiscono i carri. Alcuni sono curati dalle contrade, con temi inerenti la vita contadina, quattro sono invece realizzati dalla famiglia del Banderese ed hanno temi prestabiliti perché rappresentano quello che il contadino, minacciato dagli assedianti, portarono con loro scappando, come sfollati, entro le mura di Bucchianico (il pane, il letto, la legna, il vino). Un’altra tradizione secolare è il confezionamento dei pennacchi che vengono agganciati ai copricapo dei banderesi. Sono belli, voluminosi, colorati, resistenti e per ottenerli così occorre seguire particolari e antiche procedure, legando, una per una, le penne di diversi animali da cortile (galli, tacchini, galline faraone, ecc.).

Come raggiungere Bucchianico

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