Borghi d'Abruzzo

Pacentro, il borgo simbolo del medioevo abruzzese

Pacentro è la porta naturale e al tempo stesso il cuore del Parco Nazionale della Majella. Da qualche decennio ha acquistato notorietà internazionale quale paese di origine della famiglia della cantante Madonna, ma il borgo, adagiato su di un colle alle pendici del monte Morrone, è soprattutto uno dei centri medievali meglio conservati d’Abruzzo e con la sua struttura urbanistica dal sapore antico immerso in un territorio dalla natura incontaminata, fa parte dei Borghi più belli d’Italia.

Il paese ha una storia millenaria che culmina nelle vicende del Regno di Napoli, nelle infinite contese di nobili famiglie feudatarie come gli Orsini, i Colonna, i Barberini, per poi vivere il periodo della decadenza a causa del brigantaggio e del flusso migratorio di tanti paesani in America. Infatti nel nord-est dello stato statunitense dell’Ohio è presente una numerosa comunità di immigrati che, ancora oggi, mantiene le tradizioni abruzzesi.

La leggenda attribuisce a Pacinus, la fondazione della cittadina: l’eroe troiano, dopo essere stato lasciato da Enea sulle rive del Tevere si sarebbe spinto nel Sannio e giunto ai piedi del Monte Morrone vi avrebbe fondato Pacentro. Il paese è tutto da scoprire: case in miniatura, caratteristici vicoli a scale, edifici attaccati gli uni agli altri, passaggi strettissimi collegati tra loro da piccoli porticati e ripide scalette, fino a formare una sorta di unico labirinto.

Il simbolo di questo borgo è il castello di Cantelmo-Caldora, tra i più belli d’Abruzzo, risale al X secolo e faceva parte, insieme ai castelli di Pettorano, Introdacqua, Anversa, Bugnara, Popoli e Roccacasale, del sistema difensivo della Valle Peligna. Inizialmente aveva una pianta triangolare con una sola torre a nord per difendersi dagli attacchi nemici, quando poi, nel XV sec., passò ai Caldora, il castello fu ingrandito con l’aggiunta delle altre due torri e dell’ala residenziale. Dopo i Caldora lo tennero gli Orsini che fecero costruire le torri cilindriche a protezione di quelle quadrangolari.

Una passeggiata per il borgo permette di scoprire altri luoghi interessanti. I Canaje ovvero l’antico lavatoio pubblico, costruito con lastroni di pietra dove le donne si recavano, da ogni punto del paese, trasportando sulla testa le caratteristiche uaccile (i catini di rame). La Preta tonna, o pietra dello scandalo, è una grossa pietra incavata utilizzata come antica unità di misura del grano, sulla quale i debitori insolventi erano obbligati a sedere nudi davanti ai passanti, come forma di pubblica umiliazione. Nel cuore del paese, c’è la chiesa di Santa Maria Maggiore detta anche della Misericordia, edificata sul finire del Cinquecento, ha un’elegante facciata e un prezioso portale scolpito. Non si può infine lasciare Pacentro senza aver visto le pitture rupestri. Nella grotta di Colle Nusca, poco distante dal paese, mani primitive hanno tracciato con ocra rossa dei graffiti raffiguranti otto uomini armati di frecce e archi, scene di caccia di parecchie migliaia d’anni fa.

Il borgo è stato uno dei più importanti e noti centri dell’aquilano per l’abilità e la laboriosità paziente delle sue donne, che filavano e tessevano la seta (i fazzoletti di Pacentro erano già rinomati nel XVIII secolo), il lino e la canapa ed erano maestre nell’arte del ricamo. Ancora oggi splendidi sono i lavori all’uncinetto e di ricamo: bomboniere, centri, copriletti, tovaglie, ecc. Con la tenera pietra della Majella vengono realizzati caminetti e oggetti di arredo per la casa.

Pacentro offre anche la possibilità di splendide escursioni.  A pochi chilometri c’è la stazione turistica di Campo di Giove. Da Passo San Leonardo, ci si può cimentare nella lunga escursione verso la vetta del monte Amaro a 2795 metri e, sempre vicino, gli escursionisti possono camminare negli infiniti sentieri del monte Mileto, tra rocce aguzze, boschi di faggi, panorami di rara bellezza e prati verdissimi con pecore e cavalli.

Per saperne di più:
www.borghipiubelliditalia.it
Comune di Pacentro

Come arrivare a Pacentro (AQ): il percorso

 

 

 

 

 

 

 

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