Pasqua in viaggio

Pasqua a Roma: la settimana Santa e i sapori della Capitale

Sicuramente un’ottima meta per passare la Pasqua è Roma, anche per il profondo legame tra la Capitale e i riti della Settimana Santa. Un’occasione unica è l’appuntamento con la Via Crucis presieduta dal Santo Padre Francesco. Sicuramente si tratta di un momento di profonda riflessione che può regalare emozioni uniche e indimenticabili.
Come ogni anno, il momento topico sarà quello del venerdì Santo, il 30 marzo, dove a partire dalle ore 21.15 Papa Francesco celebrerà la via Crucis al Colosseo, celebrazione trasmessa in mondo visione.
Alla via Crucis seguirà la veglia pasquale in programma nella Basilica di San Pietro la notte del sabato santo. Successivamente si celebrerà la Santa Messa nel giorno di Pasqua, il 1 aprile 2018. Dopo la celebrazione, ci sarà alle 12.00 la benedizione Urbi et Orbi del Papa.

 

LA PIZZA RICRESCIUTA: IL SAPORE DELLA PASQUA ROMANA
La chiamano pizza ma è alta, dolce e soffice. La ricetta è tipica romana e la tradizione vuole che la si prepari per la colazione di Pasqua, servita con la Corallina – salame umbro ma molto diffuso a Roma – e le uova sode. Mamme e nonne sono le depositarie dei trucchi del mestiere, tramandati di generazione in generazione, che rendono la pizza cresciuta un dolce che ha tutti i numeri per competere con la ben più diffusa e ormai omologata “colomba”. Si chiama così perché la pasta è frutto di una lunga preparazione, che prevede la lavorazione dell’impasto a più riprese. Una volta la si cucinava solo in casa, oggi forni e pasticcerie si sono attrezzati e nel periodo pasquale non è così difficile trovare negozi dove poterla acquistare, perlomeno nel Lazio.
RICETTA: Ogni pizza cresciuta “è bella ‘a mamma sua”, ovvero ogni famiglia ha la sua ricetta. Qui la più equilibrata per ingredienti e tempistiche, secondo il nostro parere. Per un kg di pizza occorrono 500 g di farina, 200 g di zucchero, cinque uova, 140 g di burro (o 80 g di burro e 60 g di strutto), 100 ml di acqua, 15 grammi di lievito di birra fresco, un pizzico di sale e poi gli aromi: scorze di arancia e limone grattugiate, un cucchiaio di cannella in polvere, noce moscata, un cucchiaio di anice in semi, un cucchiaio di alkermes e uno di maraschino, un cucchiaino scarso di vanillina.
Cimentarsi con questa ricetta, significa dover mettere in conto diverse ore di lavorazione suddivise in un paio di giorni. Si comincia la sera, dando forma al primo impasto, si sfrutta la nottata per la lievitazione e il giorno seguente si completa l’opera. Prima di tutto bisogna far sciogliere il lievito in un po’ di acqua tiepida. Dopo aver aggiunto quattro cucchiai di farina e mescolato il tutto, lasciare riposare per 45 minuti. Trascorso questo tempo, unire il resto della farina, le uova precedentemente sbattute, lo zucchero, la cannella, la vanillina, la scorza dell’arancia e del limone, i semi di anice, la noce moscata, i liquori e, per ultimo, il burro. Lavorare l’impasto con decisione e una volta che sarà liscio e compatto, metterlo in uno stampo alto, svasato e imburrato, non superando la metà del contenitore. Lasciare riposare per sei/otto ore e la mattina seguente cuocere il dolce a 190 gradi per 45 minuti. Per evitare che si sgonfi, prima di tirarlo fuori, lasciarlo raffreddare nel forno spento.
Fonti: www.lacucinaitaliana.it

Fonti: viagginews.com;

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