Borghi d'Abruzzo

Pretoro, il paese sospeso tra la montagna e il mare

Tra il mare Adriatico, visibile in lontananza nei giorni limpidi, e la montagna, Pretoro è un antico borgo medievale con una escursione altimetrica che va da 1.995 a 247 metri sul livello del mare e rientra tra i borghi più belli d’Italia.

Il nome deriverebbe da “Praetorium” che sta a indicare un punto di vigilanza del passaggio dalla vallata nella quale si avevano insediamenti della gente Peligna (sull’altro versante della Maiella) all’area in cui avevano la loro sede i Marrucini e i Frentani. Un’altra plausibile origine sarebbe dal termine “preta”, che in dialetto abruzzese indica le pietre e i luoghi in cui esse abbondano, tra i quali vi è pure la stessa area di Pretoro.

L’attuale vecchio borgo è sorto intorno al 1600 dopo la distruzione del castello di Pretoro, arroccato sull’estremità della roccia e denominato “Castrum Pretorii de Theti”, allora presidiato costantemente da uno scudiero e 12 servitori. I principali monumenti del paese sono tre edifici religiosi. La chiesa di Sant’Andrea Apostolo, la principale del borgo, risale ai secoli XV e XVI ed è posta sulla parte più alta dell’abitato. L’interno è a due navate a pianta irregolare, con il pavimento che si adatta alle conformazioni della roccia. La chiesa di San Domenico, al quale sono dedicate le celebrazioni de Lu Lope (il lupo) e quella arcaica dei Serpari (i manipolatori di serpenti). La tradizione vuole che, dopo aver trascorso molti anni da eremita, San Domenico si mise in viaggio verso Cocullo e si imbatté in alcune persone che inseguivano un lupo gridando spaventate. Tra queste una povera donna piangeva perché il lupo le aveva portato via il figlio. San Domenico, commosso dal pianto della donna, alzò gli occhi al cielo e, subito dopo, si rivolse al lupo intimandogli di lasciare il bambino. Con stupore di tutti, la belva smise di correre, invertì il suo percorso raggiungendo il santo e deponendo il bambino sano e salvo sotto i suoi piedi. Durante la festa, che si celebra la prima domenica di Maggio, viene rappresentata la vicenda del bimbo rapito dal lupo, gli attori sono prevalentemente gli artigiani locali, con i loro costumi caratteristici e il lupo è invece interpretato da un uomo con una pelliccia di lupo e un copricapo di cartapesta. Il ruolo del bambino è affidato all’ultimo maschio nato nel paese.

L’ultimo edificio degno di nota a Pretoro è l’eremo della Madonna della Mazza il cui nome deriva dallo scettro (o “mazza”) con cui è raffigurata la Vergine. La chiesetta è frequentata in estate e soprattutto la prima domenica di luglio, quando la Madonna viene riportata in processione qui, sui monti, dopo aver trascorso due mesi nella chiesa di Sant’Andrea.

Sul suo territorio è presente l’area faunistica del lupo appenninico, con una zona, sopra il borgo, dedicata al ripopolamento dei lupi. Pretoro dispone inoltre dell’attrezzato comprensorio sciistico di Passolanciano-La Majelletta, con ben 16 piste da discesa di varia difficoltà, che ha la prerogativa, forse unica in Italia, di offrire agli appassionati della neve piste che si specchiano quasi nelle acque dell’Adriatico.

Per saperne di più: www.borghipiubelliditalia.it

Come raggiungere Pretoro (CH): il percorso

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