Turismo

Sulla Majella, un libro di pietra racconta la storia dei briganti abruzzesi

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è @flowerine76-ok.jpg

La Majella, non molto tempo fa, era terra di briganti. Gli eventi legati all’unificazione italiana videro infatti esplodere il fenomeno che va sotto il nome di brigantaggio, cui fonti diverse hanno attribuito valore delinquenziale, di rivolta sociale o di movimento armato antirisorgimentale contro l’annessione delle province del Regno delle Due Sicilie nel nuovo regno d’Italia.

Qualunque ne sia l’interpretazione storiografica, è certo che negli anni tra il 1861 ed il 1867 sul massiccio della Majella operarono numerose bande, ognuna delle quali aveva un capo e si muoveva in maniera indipendente dalle altre. I briganti conoscevano ogni angolo e ogni segreto della montagna e si nascondevano nei boschi e nelle grotte più inaccessibili. Dopo il 1860, le bande, appoggiate dalla Chiesa e dai Borbone, si armarono contro lo stato unitario e il re Vittorio Emanuele II. Per affrontare l’emergenza del brigantaggio fu necessario l’intervento dell’esercito piemontese. Per i militari, però, la montagna era un campo di battaglia sconosciuto e difficile. Le bande dei briganti dopo aver saccheggiato i paesi giù a valle, scappavano via disperdendosi in piccoli gruppi, imprendibili sul terreno di montagna.

Sulla Majelletta fu costruito un avamposto militare, noto come Blockhaus. Poco lontano briganti e pastori hanno incisero i loro nomi e la loro storia su lastroni di roccia chiara e compatta, lasciando il ricordo della loro presenza. Queste rocce sono oggi note come la “Tavola dei briganti”. Una delle incisioni più belle recita: “LEGGETE LA MIA MEMORIA PER I CARI LETTORI NEL 1820 NACQUE VITTORIO EMANUELE II RE D’ITALIA, PRIMO IL 60 ERA IL REGNO DEI FIORI, ORA È IL REGNO DELLA MISERIA”.

Molti dei briganti più irriducibili furono infine catturati solo grazie al tradimento o alle confessioni forzate dei propri compagni. La repressione fu feroce, in pochi anni le bande furono annientate e l’ordine ristabilito. I capibanda vennero tutti arrestati, fucilati nella piazza del paese o incarcerati a vita.

COME RAGGIUNGERLA – La Tavola dei Briganti è raggiungibile da Passolanciano-Maielletta attraverso un itinerario che, partendo dal rifugio “Bruno Pomilio”, segue un sentiero fino alla Madonnina. Da qui si prende la strada che aggira a destra la vetta del Blockhaus. Passata la cima di Monte Cavallo si giunge ad un incrocio, sulla destra, indicato da una freccia e da un omino di pietra, si segue il sentiero che sale leggermente fino a raggiungere le rocce con le incisioni.

Per info escursioni majellando

Taggato con: , , , ,

Articoli recenti

WEEKEND

Tanti eventi deliziano il fine settimana con specialità gustose, birre e degustazioni di vino

Gusto e simpatia ci conquistano grazie a un weekend ricco di feste e sagre. Ad Atessa e Pianella gli ultimi appuntamenti di carnevale. L’evento di musica elettronica più seguito a Roma torna...

VIABILITà

Svincolo de L’Aquila Ovest: possibili brevi sospensioni della circolazione

Per urgenti ed improcrastinabili lavori di manutenzione straordinaria necessaia per l’adeguamento sismico del Viadotto Fosso Vetoio, tra le ore 11:00 le ore 17:00 dei giorni 25, 26, 27 e 28...

TURISMO

La Grotta a Male, un antico luogo di culto alle pendici del Gran Sasso

La Grotta a Male, conosciuta in passato come Grotta Amare, è una cavità situata nella Valle del Vasto, vicino Assergi in provincia dell’Aquila. Si sviluppa per circa 500 metri, ad una profondità...