Sapori in viaggio

Tradizioni d’Abruzzo: il liquore di genziana

La genziana è certamente il liquore più amato e bevuto d’Abruzzo, immancabile fine pasto su ogni tavola.  Dal colore ambrato e dall’intenso gusto amarognolo, è il digestivo per definizione e presenza indispensabile anche per la ricchezza del menu tipo abruzzese.
La pianta di Genziana è una pianta appartenente alla famiglia delle Genzianacee, che comprende circa 400 specie. Questo rimedio naturale cresce spontaneamente nelle zone temperate e sulle montagne delle zone tropicali, ad eccezione dell’Africa, in terreni acidi e poco umidi e dalla macerazione delle radici con zucchero ed alcool, si ottiene il prezioso distillato.

La specie più conosciuta, nonché la più pregiata, è la cosiddetta genziana maggiore (Gentiana Lutea), caratterizzata da un fusto che può superare il metro di altezza, radice carnosa, foglie verdi ovali e fiori dal caratteristico colore giallo che spuntano dopo i dieci anni di vita della pianta. Vive nelle zone alpine e appenniniche, in luoghi ben soleggiati posti a un’altitudine compresa tra i 1000 e i 2500 metri. Della pianta si utilizza esclusivamente la radice, che deve essere necessariamente essiccata, poiché, se venisse consumata fresca, risulterebbe velenosa, così come lo sono le foglie.

La genziana è una specie protetta, che non può essere raccolta liberamente. Si sconsiglia vivamente di contravvenire a tale prescrizione, perché oltre a commettere un reato penale, se inesperti si metterebbe a repentaglio la sopravvivenza stessa della specie, in quanto la radice andrebbe prelevata estirpandola solo parzialmente, in modo da consentire alla pianta di continuare a vivere. Inoltre, nell’aspetto la genziana risulta molto simile al veratro o all’elleboro, entrambe piante molto velenose. La radice essiccata di genziana può e deve essere comodamente acquistata in erboristeria.

Le sue virtù terapeutiche sono note sin dall’antichità, avendo trovato largo impiego nella cura della febbre fino all’invenzione del chinino. I Greci la utilizzavano principalmente come antipiretico e lassativo, mentre presso i Romani veniva impiegata nel trattamento dei disturbi intestinali e per le sue proprietà vermifughe.

Dal caratteristico gusto amaro, la radice di genziana espleta i suoi benefici principalmente nelle affezioni gastriche e del tratto digerente, ma ha anche poteri tonificanti e rafforzanti del sistema immunitario, oltre ad essere impiegata ad uso topico per la cura della pelle. L’amarogentina, infatti, cioè la sostanza che le conferisce il sapore amaro, unitamente agli altri principi attivi, è in grado di stimolare la produzione di succo gastrico e l’attività del tubo digerente.

Liquore di genziana: la ricetta

Il liquore di genziana è un ottimo digestivo aromatico . Dal sapore particolarmente amaro, è il tipico liquore abruzzese.
Per prepararlo in casa, si può seguire la seguente ricetta.

Liquore di genziana, ingredienti:

  • 1 litro di vino bianco
  • 1 bottiglia di alcool a 95º
  • 40 grammi di radici di genziana essiccata
  • 1/2 stecca di cannella
  • 8 chiodi di garofano
  • buccia di un limone biologico
  • 300 grammi di zucchero
  • 1 litro di acqua

Altre spezie (opzionali) : 10 chicchi di caffè oppure 1 cucchiaio di noce moscata a pezzetti e 1 pezzetto di zenzero

Preparazione del liquore di genziana

Utilizzare un contenitore di vetro scuro, con coperchio. Mettere a macerare la radice di genziana insieme alla scorza di limone e le spezie nell’alcool, avendo cura di scegliere un luogo buio, fresco e asciutto. Scuotere bene il liquido ogni giorno. Trascorsi 15 giorni, filtrare e aggiungere la parte solida dello zucchero precedentemente sciolto in acqua. Bollire per 20 minuti e filtrare nuovamente. Aggiungere la soluzione di acqua zuccherata e macerato all’infuso alcolico e mescolare. Versare in una bottiglia e lasciar riposare il liquore per un mese prima di berlo.

Fonte: www.eccellenzedabruzzo.it

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