Una valle chiusa tra montagne silenziose, dove il Sangro scorre libero, si raccoglie nel Lago di Barrea e poi riparte verso valle. Qui, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tre borghi compongono un mosaico culturale e naturale perfetto: Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, tre volti della stessa anima appenninica.
Un territorio che ha fatto la storia dell’ambientalismo italiano — qui il Parco nasce idealmente nel 1922, un anno prima del suo riconoscimento ufficiale — e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più autentici della convivenza armoniosa tra uomo e natura.
Lago di Barrea: uno specchio d’acqua che unisce tre borghi
Il Lago di Barrea, bacino artificiale creato nel 1951 dallo sbarramento del Sangro, oggi è una delle aree umide più preziose d’Italia, riconosciuta dal 1976 come sito Ramsar. Le sue rive accolgono Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, ognuno con un punto di vista diverso su questo paesaggio sospeso tra acqua e montagna.
La luce che cambia sulle acque, le montagne della Marsica, le pinete e i sentieri che si arrampicano verso la Camosciara rendono questo lago il fulcro del turismo slow del Parco: si cammina, si osserva, si ascolta. Ed è spesso la fauna a dettare il ritmo.

Terra dei cervi: la magia che incanta l’Italia
Tra questi boschi e questi borghi il Cervo nobile è di casa. A Villetta Barrea, riconosciuta Borgo Autentico d’Italia nel 2017, il rapporto tra animali e residenti è ormai parte dell’identità del luogo: i cervi scendono all’alba lungo il fiume, pascolano ai margini delle case, attraversano le strade con la naturalezza di chi abita qui da sempre.
Negli ultimi mesi, tutta Italia ha assistito ad un episodio diventato virale: due grandi cervi maschi si sono sfidati in pieno centro, a Barrea, in un duello naturale ripreso dai passanti e rilanciato sui media nazionali. Un momento insolito quanto autentico, simbolo di una convivenza che continua a sorprendere.
Non è un caso che Villetta Barrea e il borgo di Villalago, nei pressi di Scanno, si contendano bonariamente il titolo di “Borgo dei Cervi”: qui gli ungulati non sono ospiti, ma residenti.

Tre borghi, un’unica storia
Barrea, con le sue case in pietra arroccate e la vista iconica sul lago, racconta secoli di vita appenninica e un passato da borgo fortificato. Civitella Alfedena custodisce invece il Museo del Lupo e un tessuto urbano antico, racchiuso tra vicoli silenziosi e panorami aperti sulla Camosciara. Villetta Barrea, infine, stretta tra le pinete di pino nero e il corso del Sangro, unisce storia, natura e vita quotidiana in un quadro armonico dove l’uomo non domina, ma dialoga.
Tre comunità diverse, ma unite da un’unica vocazione: essere presidio di un ambiente che qui non è solo scenografia, ma identità.

Un invito al viaggio lento
Visitare quest’area significa scegliere un modo di viaggiare più lento, più consapevole, più rispettoso.
Significa comprendere che qui il Parco non è un perimetro, ma un principio: quello della tutela, dell’autenticità, della vita che scorre secondo ritmi antichi.
E grazie all’autostrada A25, raggiungere questo territorio è semplice, ma lasciarlo è sempre difficile: perché chi arriva tra Barrea, Civitella Alfedena e Villetta Barrea porta via con sé un’immagine impossibile da dimenticare — quella di un cervo che attraversa un borgo, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Arrivarci è semplice, grazie alla A25 – Strada dei Parchi
Per chi proviene da Pescara/A14, l’uscita più comoda è Cocullo;
per chi arriva da Roma, l’accesso consigliato è Aielli/Celano per proseguire sulla SR83.

