C’è un filo colorato che a febbraio tesse un’unica grande festa tra Lazio e Abruzzo. Segue il tracciato delle autostrade A24 e A25, attraversa valli, altipiani e città, fino a raggiungere il mare. È il Carnevale 2026, che ancora una volta accede a città e paesi con sfilate, carri allegorici e tradizioni che si tramandano da generazioni.
Francavilla al Mare: la capitale del Carnevale d’Abruzzo
Impossibile non partire dal Carnevale d’Abruzzo di Francavilla al Mare, giunto alla sua straordinaria 71ª edizione, considerato il più antico della regione. Le grandi sfilate – in programma domenica 8, domenica 15 e martedì grasso 17 febbraio – animano il lungomare e il centro città con cinque carri allegorici, tra cui l’immancabile carro dedicato a Re Patanello, la maschera simbolo della manifestazione. Accanto a lui sfileranno carri dedicati a personaggi della musica internazionale, un carro per i più piccoli e l’ormai tradizionale carro a tema sociale, arricchito dalle coreografie delle scuole di danza del territorio.
È una festa popolare autentica, una celebrazione identitaria che trasforma Francavilla in un grande teatro a cielo aperto.

Vicovaro, Tivoli e il Carnevale romano: tappe laziali lungo l’A24
Per chi parte da Roma, lungo l’autostrada A24 il carnevale si accede ad un passo dalle uscite autostradali. A Vicovaro, le sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati che animeranno il suggestivo borgo storico tra le domeniche dell’8 e del 15 febbraio 2026. A Tivoli, dove il carnevale è già cominciato e si concluderà il 17 febbraio con il corteo finale del Re Carnevale.
E poi c’è Roma, con il suo Carnevale romano che anche quest’anno propone eventi diffusi tra piazze, musei e teatri: dalle rive del Tevere ai pattinatori del Pincio, fino a Guidonia e Tor di Quinto, spettacoli per famiglie, laboratori, maschere storiche e feste di quartiere colorano la capitale per tutta la settimana di Carnevale.

L’Aquila, Sulmona, Teramo e Chieti: il Carnevale attraversa l’Abruzzo interno
Nel suo percorso lungo la A24 e la A25 il carnevale incontra alcune delle città più rappresentative d’Abruzzo. L’Aquila, dove maschere e cortei arricchiscono il centro storico rinato come Capitale italiana della Cultura con iniziative culturali per adulti e bambini. Si arriva fino a domenica 2 marzo, quando “il Carnevale in Piazza” animerà Piazza Duomo con spettacoli a tema carnevalesco, giochi statici con mascotte e personaggi in maschera, e musica per i più piccoli.
A Sulmona il carnevale rinnova una lunga tradizione, con un doppio appuntamento: la 58esima edizione della Mascherina D’Argento che si terrà nel Teatro “Caniglia” domenica 15 febbraio, e i Carri allegorici, che sfileranno lungo Corso Ovidio martedì 17 febbraio fino a piazza Garibaldi, sotto gli archi del magnifico acquedotto svevo.
A Chieti il carnevale segue la tradizione, con una sfilata di carri nel centro storico, di cui protagonista assoluto è il Pulcinella Abruzzese, e la classica pantomima del processo del Re Carnevale con tanto di funerale e rogo del fantoccio.
A Teramo, punto di snodo tra il Gran Sasso e il mare, il centro storico è impreziosito da iniziative carnevalesche nei quartieri, con un ricco calendario di eventi che arrivano fino ai primi di marzo e con il “Carnevale in Mostra”, un’esposizione dedicata al mondo dei Mecha & Ufo-Robot, dal 20 febbraio al 4 marzo, presso il centro commerciale Gran Sasso.

Le tradizioni dei piccoli borghi lungo le uscite A24 e A25
Spesso meno noti, ma ricchissimi di fascino, ci sono altri carnevali che meritano una menzione, tutti facilmente raggiungibili dalla viabilità autostradale:
- Civitaquana (PE), con la sua storica sfilata di carri allegorici che da 37 anni anima il paese con musica e colori. Raggiungibile dall’uscita Alanno/Scafa dell’autostrada A25.
- Luco dei Marsi (AQ), che festeggia la 42ª edizione del suo carnevale locale, uscita consigliata dall’A24: Avezzano.
- Sant’Egidio alla Vibrata (TE), giunto alla 31ª edizione, esempio di tradizione viva e partecipata. Si raggiunge comodamente dall’uscita di Teramo Est.
Questi appuntamenti, pur essendo meno noti ai grandi flussi turistici, incarnano l’anima più genuina del carnevale abruzzese.
Il ricco Carnevale della costa teramana: Martinsicuro, Villa Rosa, Tortoreto e Giulianova
Superando Teramo e scendendo verso il mare, la A24 si trasforma in un corridoio che conduce alle feste invernali più vivaci della costa.
Martinsicuro e Villa Rosa accolgono una grande sfilata con sei carri allegorici, dai temi spettacolari come Vaticano, L’oro degli abissi, Il pazzo Wild West, La Bella e la Bestia, Gli antichi Romani, Peaky Blinders, accompagnati da gruppi mascherati ispirati a Pokémon e alla “vecchia fattoria abruzzese”. Le due località ospitano sfilate parallele, entrambe con partenza alle 15:00, rispettivamente da Villa Rosa (Via Fabio Filzi) e Martinsicuro (Via Aldo Moro).
Poco più a sud, Tortoreto continua la tradizione dei carnevali costieri, richiamando famiglie e visitatori con cortei, animazione e feste di piazza.
Ultimo, ma non meno importante, il Gran Carnevale Giuliese, che torna a Giulianova, sia nel centro storico in collina, sia al Lido, con i suoi ricchissimi carri, un evento che unisce tradizione, creatività e partecipazione popolare, trasformando la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Il 15 febbraio andrà in scena a Giulianova Lido, mentre il 17 febbraio a Giulianova Alta, con il Martedì Grasso nel cuore del Centro Storico

Un carnevale che racconta un territorio, anche con i sapori della tradizione
Il Carnevale lungo A24 e A25 è un viaggio che unisce tradizione e modernità: dalle maschere storiche come Re Patanello, ai carri creativi di Martinsicuro, dalle feste di montagna ai cortei in riva al mare. Il tutto impreziosito dai sapori della tradizione.
Nel Lazio sono d’obbligo le frappe, sottili sfoglie fritte e zuccherate, o le castagnole, una sorta di morbide palline fritte, talvolta ripiene di ricotta o crema. In Abruzzo, dove le frappe si chiamano chiacchiere o cioffe, regna su tutti la cicerchiata, un dolce composto da numerose palline di impasto, fritte con farina, uova, zucchero e olio, unite insieme con miele caldo, e decorate da confettini colorati (i diavoletti). Si possono inoltre assaggiare gli sgaiozzi, le frittelle di vino cotto e scorza d’arancia, le ciambelline di patate fritte, Li Cumplimente o le classiche ferratelle che, a seconda della località, assumono anche il nome di neole o pizzelle.


