Natura

La primavera sboccia a Campo Imperatore con il Crocus

Nella piana di Campo Imperatore, conosciuto anche come il Piccolo Tibet d’Abruzzo, ad ogni primavera si ripete un evento di straordinaria bellezza, che interessa tutto il vasto prato appenninico: la fioritura dei Crocus. All’esordio della primavera, tra marzo e aprile, quando il tiepido sole scioglie le nevi invernali e la terra umida dà la forza ai piccoli semi, l’altopiano si trasforma in un mare di colore viola, quello caratteristico dei fiori Crocus. Questo è un fiore selvatico appartenente alla famiglia delle Iridaceae, molto simile nella forma e nel colore al più famoso fiore dello Zafferano per questo motivo è anche conosciuto come zafferano selvatico o falso zafferano, ma non è commestibile, anzi risulta essere velenoso se ingerito.

Il Crocus, decantato nell’Iliade da Omero e nel Cantico dei cantici, è il simbolo dell’amore impossibile e del desiderio, ma anche di forza e resilienza dopo i rigidi inverni abruzzesi. Infatti, pur sembrando all’apparenza delicato in realtà è molto tenace: sboccia sul terreno umido e freddo a ridosso dei blocchi di neve e a mano a mano che la neve si scoglie fiorisce fino a ricoprire gran parte della vasta pianura. La vista di questa prateria ricoperta da una miriade di fiori con le sfumature del lilla e del viola contrasta con il bianco delle montagne intorno ancora striate di neve.

Per arrivare sull’altopiano di Campo Imperatore, da Roma si impiegano circa due ore di macchina percorrendo la A24 in direzione L’Aquila, uscendo ad Assergi, per poi proseguire sulla strada che conduce al Rifugio di Lago Racollo. È un posto unico e di rara bellezza, immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, attraversato da numerose specie di mammiferi come camosci appenninici, cervi, lupi e caprioli, che lo rendono il luogo perfetto dove trascorrere un weekend primaverile in relax.

La fioritura dei Crocus di Campo Imperatore è tra gli spettacoli della Natura più caratteristici del territorio: l’altopiano si estende per oltre 20 km ed è quasi del tutto privo di vegetazione, essendo stato per secoli luogo di pascolo estivo e, durante la primavera, si riempie di crochi che si perdono a vista d’occhio, creando una distesa viola unica ed affascinante.

La primavera così prende il posto del lungo e rigido inverno!

 

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