Dal Safety Tour alle verifiche digitali nei cantieri, dal monitoraggio della segnaletica alla formazione con i visori: quattro giornate per raccontare il lavoro quotidiano che accompagna la gestione delle autostrade A24 e A25.
Chi percorre ogni giorno le autostrade A24 e A25 vede mezzi di servizio in movimento, segnaletica, attività manutentive, pattuglie e operatori al lavoro. Molto meno visibile è tutto ciò che avviene prima e dietro ciascuna di queste attività: formazione, prevenzione, controlli, confronto tra colleghi e nuove tecnologie applicate alla sicurezza.
La Settimana europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, dal 19 al 23 ottobre, ha offerto a Strada dei Parchi l’occasione per aprire idealmente una finestra proprio su questo lavoro quotidiano, meno visibile agli utenti delle autostrade A24-A25. Una settimana che ha concentrato in pochi giorni attività diverse, normalmente distribuite in appuntamenti ricorrenti lungo tutto l’anno, nell’ambito del progetto “Sicuri per Natura”. Le iniziative si inseriscono inoltre nell’impegno più ampio del Gruppo Toto per rafforzare una cultura della prevenzione capace di andare oltre il semplice rispetto delle procedure standard.
Si tratta della sicurezza che non si vede, per certi aspetti la più importante: quella che nasce molto prima di arrivare sulla strada e che diventa efficace quando procedure, strumenti e tecnologie entrano nella mentalità e nella routine quotidiana di chi lavora.

Il Safety Tour: la sicurezza comincia dal confronto
La settimana si è aperta il 19 ottobre con una nuova tappa del Safety Tour al Nucleo Impianti del Gran Sasso, a poche decine di metri dal celebre Traforo. Si tratta di uno dei tanti incontri periodici che portano il confronto sui temi della sicurezza direttamente nei luoghi in cui operano le persone di Strada dei Parchi.
Per una concessionaria con sedi, nuclei impianti e squadre operative disseminati per centinaia di chilometri di rete, incontrarsi di persona assume un valore particolare. Il Safety Tour serve proprio a questo: mettere dirigenti e operatori faccia a faccia, ascoltare chi ogni giorno lavora su strada e nei cantieri e trasformare esperienze, osservazioni e criticità in occasioni di dibattito e di miglioramento continuo.
La sicurezza, prima ancora che da strumenti e procedure, passa infatti dalla possibilità di parlarne apertamente.

Un ausilio digitale per i controlli
Il giorno successivo l’attenzione si è spostata sulle verifiche operative effettuate attraverso un applicativo dedicato, utilizzato nelle gallerie Colle Molino e Sant’Angelo sull’autostrada A24.
Attraverso lo smartphone le verifiche possono essere effettuate direttamente sul posto seguendo una checklist digitale. È uno di quei passaggi poco visibili all’utente, ma essenziali per rendere i controlli più sistematici e affiancare concretamente il lavoro di chi è chiamato a presidiare la sicurezza.
È anche un esempio di come la digitalizzazione possa entrare nelle attività quotidiane senza sostituire l’esperienza degli operatori, ma mettendo a loro disposizione strumenti più immediati per svolgere e documentare le verifiche.
Una telecamera che controlla la segnaletica
Il 21 ottobre il punto di osservazione si è spostato direttamente sulla carreggiata. Un’auto di servizio dotata di una speciale telecamera ha percorso la rete A24-A25 per le attività di ispezione della segnaletica.
Le immagini raccolte consentono di individuare anomalie e criticità e di produrre una documentazione sullo stato della segnaletica verticale e orizzontale, utile alla programmazione degli interventi manutentivi.
Anche qui la tecnologia lavora spesso lontano dallo sguardo di chi viaggia. Ma è proprio questa attività continua di osservazione, raccolta delle informazioni e manutenzione programmata che contribuisce alla sicurezza della circolazione.
Imparare ad affrontare il rischio, prima che diventi reale
L’ultima giornata ha riguardato uno degli aspetti più delicati: la formazione dei Safety Leader. Il 22 ottobre, presso la sede di Via Bona, si sono svolte esercitazioni con visori e simulazioni tridimensionali di situazioni di pericolo.
La possibilità di immergersi in uno scenario critico simulato consente agli operatori di confrontarsi con il rischio in un ambiente controllato, mettendo alla prova attenzione, capacità di reazione e applicazione delle procedure.
L’obiettivo va oltre l’addestramento alla singola situazione. È quello di sviluppare una leadership diffusa della sicurezza, nella quale ciascuno sia consapevole non soltanto delle proprie responsabilità, ma anche dell’effetto che comportamenti e scelte individuali possono avere sui colleghi e sugli utenti.
Un’impostazione coerente con il percorso avviato da Strada dei Parchi con “Sicuri per Natura”, nato proprio per rafforzare coinvolgimento, apprendimento esperienziale e cultura condivisa della sicurezza.

La sicurezza, ogni giorno
Quattro giornate, quattro prospettive diverse sullo stesso tema: ascoltare, controllare, monitorare, formare.
La Settimana europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro ha concentrato queste attività in pochi giorni, ma il loro significato sta soprattutto nella quotidianità. Perché dietro un’autostrada sicura non ci sono soltanto infrastrutture, tecnologie e procedure. Ci sono persone preparate a riconoscere un rischio, segnalarlo, affrontarlo e condividere ciò che hanno imparato.
È la parte del lavoro che chi viaggia sull’A24 e sull’A25 probabilmente non vedrà mai ma una componente essenziale della sicurezza di tutti.

