C’è un Abruzzo che parla il linguaggio dell’amore da oltre duemila anni. È l’Abruzzo di Sulmona, città natale di Publio Ovidio Nasone, il poeta che ha saputo trasformare il sentimento più universale in versi immortali: Amores, Ars Amatoria e le Metamorfosi sono ancora oggi la culla dei miti sugli amori degli dei, delle passioni che cambiano il destino e delle metamorfosi che nascono — e finiscono — per amore.
Sulmona: sulle tracce del poeta degli innamorati
Sulmona accoglie il viaggiatore con la sua eleganza sobria e le montagne a farle da corona. In Piazza XX Settembre, la statua di Ovidio sembra osservare con un sorriso ironico chi passa: forse riconosce negli innamorati quelli che potrebbero essere i moderni protagonisti delle sue Metamorfosi, o i giovani a cui avrebbe dedicato i consigli dell’Ars Amatoria. Il Teatro Comunale “Maria Caniglia” spesso ospita eventi dedicati al poeta.
Le sue parole sembrano ancora risuonare tra i portici e le vie medievali:
«Omnia vincit Amor»
(“L’Amore vince ogni cosa”, Metamorfosi X, 69).
E a Sulmona, l’amore lo si può persino assaggiare.
Perché da oltre tre secoli la città custodisce l’arte dei confetti, piccole mandorle avvolte nello zucchero che da generazioni accompagnano unioni, promesse e anniversari.
Un San Valentino a Sulmona non può che passare per una visita al Museo dell’Arte e della Tecnologia Confettiera, una passeggiata tra i negozi storici dove i confetti diventano fiori, spighe e composizioni artistiche fino alla scelta di un piccolo souvenir che racconti, a modo suo, una storia d’amore.
Scanno, il borgo che batte come un cuore
Proseguendo dall’autostrada A25 e uscendo a Cocullo, la strada sale tra montagne e gole fino a raggiungere Scanno, uno dei borghi più romantici d’Italia. Qui inizia uno dei tratti più suggestivi dell’intero Appennino. La Valle del Sagittario si apre come un sipario naturale: pareti di roccia a strapiombo, boschi che cambiano colore con la stagione, gole profonde in cui l’acqua corre veloce.
La strada segue le curve del fiume, si stringe e si allarga come il ritmo di un racconto antico. È una valle scenografica, teatrale, quasi “drammatica” nel senso più poetico del termine.
Scanno è un paese che sembra sospeso nel tempo, con le sue viuzze in pietra, le botteghe artigiane e le atmosfere che ricordano le fotografie in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson che qui trovò ispirazione per la sua arte, insieme a molti altri celebri fotografi da ogni parte del mondo.
Quando l’amore diventa gioiello: dalle presentose agli amorini
Scanno, con altri centri orafi d’Abruzzo, è famoso anche per una tradizione orafa unica: le presentose, antichi gioielli d’amore che gli uomini donavano alle future spose come pegno di un’unione destinata a durare. Un cuore d’oro decorato da filigrane e simboli beneauguranti. Ma Scanno ha una tradizione orafa ricca di gioilelli che celebrano le unioni d’amore. Si va dal tradizionale anello nuziale formato da due mani congiunte su un cuore, al Cuore d’Abruzzo, un ciondolo in filigrana a forma di cuore, fino ai sontuosi Amorini, spille in argento dorato, realizzate a traforo e decorate con pietre di vario genere, che circondano un piccolo putto, una sorta di Cupido. L’Amorino ha una funzione di talismano, mira a rafforzare la forza spirituale per condurre una vita di coppia felice e ricca. Su tutti poi, domina il gioiello più iconico d’Abruzzo: le Sciacquaije, importanti orecchini a forma di barchetta, composti da due parti traforate e unite sotto cui ci sono dei pendagli tintinnanti di oro e pietre, rigorosamente in numero dispari. Questi orecchini, regalati come protezione contro le malelingue, erano molto utilizzate dalle donne abruzzesi, tanto da essere celebrati nei dipinti di Basilio Cascella e di Francesco Paolo Michetti e nelle sculture di Costantino Barbella.
Il lago a forma di cuore
E poi c’è il lago. Visto dall’alto — da uno dei punti panoramici lungo il sentiero che sale da Frattura — il lago di Scanno mostra la sua forma inconfondibile: un cuore perfetto, disegnato dalla natura stessa come un invito a perdersi nella tranquillità.
È uno degli scorci più fotografati d’Italia, specialmente a febbraio, quando il silenzio dell’inverno e la luce radente rendono il paesaggio ancora più poetico.
Un viaggio da Sulmona a Scanno è un tributo al poeta che ha insegnato come l’amore possa trasformare tutto ma anche una celebrazione di tradizioni antiche che parlano di legami, dolcezza e promesse. Il tutto immerso in un itinerario tra borghi e paesaggi che sembrano disegnati apposta per gli innamorati.
Questo San Valentino potrebbe essere l’occasione di scoprire un Abruzzo che custodisce l’amore nei suoi miti, nei suoi doni, nei suoi paesaggi e nel cuore stesso della sua terra.


