Tradizioni

A Bucchianico arrivano i colori dei Banderesi

Torna a Bucchianico, piccolo centro della provincia di Chieti, la secolare festa dei Banderesi, in onore di Sant’Urbano.
L’edizione 2026 si svolgerà tra il 17 e il 25 maggio, con i momenti centrali concentrati nei giorni della vigilia e della festa, dal 24 al 25 maggio, quando il borgo si anima con riti, cortei e celebrazioni religiose.

L’evento trae origine da una contesa militare tra i comuni di Bucchianico e Chieti in epoca medievale.

Alle origini della festa

Narra la leggenda che, quando i bucchianichesi stavano per arrendersi agli assedianti teatini, il popolo accorse dalle campagne al paese per sottrarsi alle razzie dei nemici e portare così rinforzi di uomini, trasportando dalle varie contrade sui carri tutto il necessario per la sopravvivenza all’assedio: provviste di cibo, legna da ardere, bestiame, vino.

Contemporaneamente, Sant’Urbano apparve in sogno al capitano della guardia, il Sergentiere, suggerendogli un espediente che avrebbe disorientato gli avversari: far camminare gli uomini sugli spalti con un andamento a serpentina, creando l’illusione di una guarnigione molto più numerosa. I teatini, ingannati, si ritirarono, sciogliendo l’assedio.

A ricordo di questo episodio, ancora oggi si svolge la “ciammaichella”, il suggestivo movimento a zig-zag che attraversa il centro storico durante il corteo.

La Festa dei Banderesi è documentata già nel Duecento, quando si celebrava in onore di Sant’Urbano, le cui reliquie erano venerate a Bucchianico sin dal 1243.

Il programma della festa

I riti prendono avvio la domenica precedente, con il grande corteo che dalle campagne raggiunge il paese: protagonisti sono i carri simbolici (pane, vino, legna, letto), le donne con i canestri ricolmi di coloratissimi fiori realizzati a mano in carta crespa e gli uomini con i tradizionali costumi e pennacchi.

Il 24 maggio, vigilia di Sant’Urbano, si apre uno dei momenti più intensi:

  • apertura della Porta Santa nella chiesa intitolata al patrono;
  • rituale delle “entrate”, che si ripete più volte come gesto votivo;
  • giochi tradizionali dei Banderesi in piazza.

Il 25 maggio è dedicato alle celebrazioni religiose e al cuore della tradizione:

  • processioni e offerta dei ceri;
  • riti ufficiali con l’investitura del Sergentiere;
  • il grande corteo storico con la partecipazione dell’intera comunità, tra carri, costumi, musica e simboli della cultura contadina.

Per tutta la durata dell’evento il borgo si riempie di suoni, colori e profumi, con degustazioni di prodotti tipici e momenti di convivialità.

Perché visitare Bucchianico

Visitare Bucchianico durante la festa dei Banderesi significa immergersi in un Abruzzo autentico, dove la tradizione è ancora vissuta e condivisa.

Il borgo, immerso in una campagna dolce e luminosa, un paesaggio solcato dai caratteristici calanchi, conserva un fascino antico: è patria di San Camillo de Lellis, di cui custodisce il santuario, ed è circondato da vedute che evocano suggestioni quasi letterarie, tra colline e scorci che sembrano usciti da un racconto fantastico.

Un piccolo paese, ma con una grande storia, che può essere raggiunto comodamente dall’uscita Chieti/Pescara dell’autostrada A25.

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