Approfondimenti

Con una data, inizia il viaggio tra i castelli di A24 e A25

Perché una serie dedicata ai castelli e alle fortezze che punteggiano i territori tra Lazio e Abruzzo? La risposta più immediata è che molte di queste affascinati architetture sono ben visibili dalle autostrade A24 e A25, le accompagnano lungo tutto il tracciato. Ma il motivo più profondo è un altro: fortificazioni e manieri sono tra i simboli identitari più potenti di queste terre, luoghi che per secoli sono stati confine, frontiera, cerniera. Qui si sono affrontati Svevi e Angioini, Aragonesi e feudatari congiurati, qui sono entrati gli eserciti d’oltralpe, predoni saraceni e pirati ottomani, e si sono scontrati grandi capitani di ventura; qui sono passati tratturi, greggi, mercanti e culture, facendo di questi territori un ponte fecondo tra il Mezzogiorno del latifondo e le prospere economie comunali del Centro Italia. I castelli hanno difeso, vigilato, ma anche accolto: sono stati presidi militari, centri di scambio economico, piccole corti rinascimentali, luoghi di delizia e oggi, in molti casi, restano spazi culturali vivi, animati da eventi, musei, produzioni cinematografiche. Con questa serie, nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura, vogliamo accompagnarvi in un viaggio che è insieme storico e turistico, nella bellezza e nell’identità di un territorio che abbiamo il privilegio di attraversare e collegare ogni giorno. Un viaggio che vi accompagnerà anche sulle autostrade, con una grafica dedicata in alcune Aree di Servizio.

Ma iniziamo da una data molto significativa, il 20 marzo…

La Fortezza di Civitella del Tronto, costruita per ordine di Carlo d’Angiò, il 25 marzo del 1269, completamente ristrutturata a partire dalla metà del Cinquecento per volontà di Filippo II di Spagna, è emblematica: protagonista di assedi celebri – da quello del 1557 contro le truppe francesi del Duca di Guisa a quelli napoleonici del 1799 e del 1806 – ha attraversato secoli di conflitti tra il regno più ambito d’Italia e le grandi dinastie europee. 

Ancora nel Novecento, durante la Seconda guerra mondiale, Civitella del Tronto fu teatro di una pagina luminosa di solidarietà civile nel momento più buio della storia recente, con l’assistenza prestata dalla popolazione agli ebrei internati nel locale campo di concentramento, vicenda che valse al Comune la Medaglia di Bronzo al Merito Civile. È però una data a rendere Civitella del Tronto un luogo-simbolo della storia nazionale: il 20 marzo 1861.

20 marzo 1861: l’ultima resa, tre giorni dopo il resto d’Italia

Quella mattina di 165 anni fa, dopo circa duecento giorni di assedio, alle ore 11 il maggiore Giovanni Raffaele Tiscar espone la bandiera bianca sulla Fortezza, sancendo la resa dell’ultimo presidio del Regno delle Due Sicilie, tre giorni dopo la proclamazione del Regno d’Italia avvenuta a Torino il 17 marzo e dopo la caduta di Gaeta, il 13 febbraio dello stesso anno. Civitella del Tronto fu l’ultima roccaforte borbonica a cedere, l’ultimo lembo di un regno ormai sconfitto ma non ancora rassegnato. Una resistenza che la Storia ufficiale ha a lungo semplificato, ma che continua a interrogare e dividere le memorie. Oggi questo borgo, inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, custodisce questa eredità complessa senza trasformarla in reliquia: monarchia borbonica, monarchia sabauda e Repubblica si intrecciano ancora nei racconti, nelle celebrazioni e persino nella cucina, dove piatti come il Filetto alla Borbonica o lo Spezzatino alla Franceschiello restituiscono, attraverso i sapori, un frammento di storia condivisa.

Una fortezza da vivere: numeri, primati e informazioni utili per la visita

Visitare oggi Civitella del Tronto significa entrare in una delle più imponenti opere di ingegneria militare d’Europa. La Fortezza si sviluppa per oltre 500 metri di lunghezza, con una superficie di circa 25.000 metri quadrati, ed è considerata la più grande fortezza spagnola d’Italia. Arroccata a circa 600 metri sul livello del mare, domina la Val Vibrata e offre un colpo d’occhio che spazia dai Monti della Laga e dal Gran Sasso fino al Mare Adriatico. Il percorso di visita attraversa camminamenti coperti, piazze d’armi, cisterne, cammini di ronda e ospita il Museo delle Armi e delle Mappe Antiche. La Fortezza è visitabile tutto l’anno con orari stagionali (indicativamente dalle 10 alle 17 nei mesi invernali, fino alle 20 in estate, con ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Il pittoresco borgo di Civitella del Tronto, ai piedi della fortezza, è caratteristico e ricco di curiosità.  Tra i suoi vicoli ci si può imbattere nella Ruetta, quello che è considerato il vicolo più stretto d’Italia. Un passaggio medievale che in alcuni punti non supera i 40 centimetri di larghezza. 

Raggiungere questa meta è semplice anche dall’autostrada: dalla A24 Roma–Teramo si può uscire al casello di Teramo Ovest, proseguendo sulla Val Vibrata lungo la viabilità ordinaria fino a Civitella del Tronto, in un itinerario che in pochi chilometri conduce dall’infrastruttura moderna a un luogo dove la storia si fa paesaggio. Un invito a rallentare, uscire dall’autostrada e scoprire da vicino un patrimonio che continua a raccontare chi siamo.

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