Ambiente

L’Abetina di Rosello, primo Bosco Vetusto d’Italia

Con il recente decreto del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, l’Abetina di Rosello, in Abruzzo, è stata ufficialmente iscritta al primo posto della Rete nazionale dei Boschi Vetusti, diventando il bosco vetusto numero uno d’Italia. Un riconoscimento storico che conferma il valore ecologico di questa antica abetina, rimasta intatta per oltre un secolo e oggi modello di tutela forestale a livello nazionale. Tra le star di questa Riserva naturale spicca un esemplare che, con i suoi 50,25 metri di altezza, è riconosciuto come il più alto dell’Italia meridionale e il terzo albero spontaneo più alto del Paese, soprannominato l’Abete dei Briganti. Non facile da distinguere tra gli altri abeti, spesso alti oltre 40 metri, è possibile scorgerlo nella sua interezza solo nel periodo invernale dopo la caduta delle foglie delle specie decidue. Deve il suo nome al fatto che celebri capi del brigantaggio locale, oltre un secolo fa, avrebbero trovato riparo proprio in questi boschi.

Oltre a Rosello, tra Abruzzo e Lazio si sviluppa un patrimonio forestale straordinario, facilmente raggiungibile lungo le autostrade A24 e A25. Nel Parco Nazionale della Maiella spicca il suggestivo Bosco di Sant’Antonio, celebre per i suoi faggi secolari dalle forme monumentali. Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga emerge la faggeta di Pietralunga, uno dei boschi più intatti del versante teramano.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise custodisce invece alcuni dei boschi più antichi d’Europa, come la Val Cervara e Coppo del Principe, entrambi riconosciuti dall’Unesco, insieme alla luminosa Val Fondillo, tra le valli più amate del Parco.

Accanto ai parchi nazionali, anche i parchi regionali contribuiscono a disegnare un grande corridoio verde: nel cuore dell’Appennino abruzzese, il Parco Sirente‑Velino custodisce estese faggete montane che si arrampicano sui versanti del Monte Velino e dell’Altopiano delle Rocche. Nel Lazio i Monti Simbruini ospitano la più vasta estensione di faggete della regione, tra altipiani carsici, sorgenti e antiche vie pastorali. A pochi chilometri da Roma, i Monti Lucretili rappresentano una sorprendente isola di naturalità. I loro boschi, fatti di querceti e faggete d’altura, salgono rapidamente dalle colline alle creste, offrendo panorami ampi e silenzi inattesi.

Dall’Abetina di Rosello a queste grandi foreste, l’Italia dei boschi vetusti e delle faggete storiche racconta una stessa storia: quella di un patrimonio naturale che oggi, più che mai, diventa occasione di conoscenza, tutela e valorizzazione del territorio.

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