Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, appuntamento che quest’anno porterà all’apertura straordinaria di oltre 700 luoghi in 350 città italiane, molti dei quali normalmente non accessibili al pubblico. Un patrimonio diffuso fatto di palazzi, monasteri, aree archeologiche, paesaggi, botteghe e testimonianze della cultura italiana che il FAI invita a riscoprire attraverso visite a contributo libero.
Dalla Capitale ai tesori del Lazio: Roma e Tivoli
Per chi percorre l’autostrada A24, il viaggio può iniziare da Roma. Tra le aperture più prestigiose figurano l’Accademia Nazionale di San Luca, storica istituzione artistica fondata alla fine del Cinquecento, l’elegante Villa Blanc sulla Nomentana e il Borgo di Ostia Antica, una delle testimonianze meglio conservate della storia millenaria del territorio romano.
Proseguendo verso est, l’uscita di Tivoli conduce a uno dei luoghi simbolo del FAI: Villa Gregoriana, straordinario connubio tra natura, archeologia e ingegneria idraulica ottocentesca. Tra cascate, grotte, sentieri panoramici e scorci sulla valle dell’Aniene, rappresenta una delle mete più suggestive dell’intero programma laziale.

Marsica e Valle del Sagittario: borghi, memoria e grandi paesaggi
Superato il bivio di Torano, l’A25 apre la strada su alcuni dei luoghi più affascinanti dell’Abruzzo interno.
Dalle uscite di Avezzano e Aielli/Celano si raggiungono Celano e Capistrello, protagoniste di itinerari dedicati alla memoria delle comunità locali. A Pescocanale il percorso racconta storie di emigrazione, partenze e ritorni, mentre a Celano il tema scelto è quello dell’aviazione e delle trasformazioni che hanno interessato il territorio marsicano nel corso del Novecento.
Da Cocullo si raggiunge invece Villalago, spesso annoverato tra i borghi più belli dell’Appennino. Qui le visite guidate conducono tra vicoli in pietra, l’antico mulino, la gualchiera medievale e il celebre Eremo di San Domenico, affacciato sulle acque del lago che porta il suo nome, frequentato da numerosi cervi. Un luogo dove storia, spiritualità, fauna e paesaggio si incontrano in uno degli angoli più suggestivi d’Abruzzo.

Lungo il Tirino e verso la Maiella
L’autostrada A25 attraversa anche uno dei territori più ricchi di attrattive storiche e naturalistiche della regione, da non perdere nella stagione del foliage.
L’uscita consigliata è Bussi/Popoli, porta d’accesso a uno degli itinerari FAI più articolati dell’edizione 2026. A Bussi sul Tirino i visitatori potranno scoprire il Castello Mediceo, la Chiesa della Madonna del Ponte, la Torre di Sutrium e la splendida Chiesa di Santa Maria di Cartignano, immersa nella campagna e considerata uno dei più importanti esempi di architettura medievale abruzzese.
Più lontano dall’autostrada, dall’uscita Alanno/Scafa vale un viaggio apposito Pennapiedimonte, spettacolare borgo ai piedi della Maiella. L’iniziativa “La pietra prende vita” accompagna i visitatori lungo il Sentiero del Balzolo e all’interno di Palazzo Finocchi Mahne, raccontando il rapporto secolare tra gli abitanti e la montagna di pietra che caratterizza questo straordinario centro abruzzese.
Sempre nel territorio teatino, raggiungibile dall’uscita Chieti/Pescara, Giuliano Teatino propone un percorso dedicato alle tradizioni del tratturo e alla storia delle comunità rurali che nei secoli hanno vissuto lungo le vie della transumanza.

Ai piedi del Gran Sasso: artigianato, letteratura e tradizioni
L’ultimo itinerario riconduce lungo l’A24, sul versante teramano del Gran Sasso.
Superato il Traforo del Gran Sasso, dall’uscita Colledara/San Gabriele si raggiunge Chiarino di Tossicia, dove il FAI ha scelto di valorizzare uno dei temi centrali dell’edizione 2026: l’artigianato italiano. Il percorso “Chiarino, dove il rame diventa arte” racconta una lavorazione tradizionale che continua a tramandarsi nel tempo, mentre poco lontano i coloratissimi murales di Azzinano trasformano il piccolo borgo in un originale museo a cielo aperto.
La stessa uscita permette di raggiungere anche Colledara, dove saranno visitabili eccezionalmente Palazzo Petrilli, nella frazione di Ornano Grande, con vista spettacolare sul Massiccio del Gran Sasso, e la casa dello scrittore ottocentesco Fedele Romani. Due aperture che consentono di entrare in contatto con una parte meno conosciuta ma estremamente significativa del patrimonio culturale teramano.

Un invito al viaggio lento
Le Giornate FAI d’Autunno rappresentano un invito a guardare con occhi diversi i territori attraversati ogni giorno. Lungo le autostrade A24 e A25, dietro ogni uscita si nascondono borghi, castelli, eremi, sentieri, antichi mestieri e storie che raccontano l’identità più autentica dell’Italia centrale. Per un fine settimana, il viaggio non è soltanto la strada che conduce a destinazione, ma diventa esso stesso parte dell’esperienza.

