In Abruzzo il 3 febbraio resta una ricorrenza profondamente sentita, in cui devozione religiosa e tradizioni culinarie si intrecciano. La figura di San Biagio, medico e vescovo di Sebaste del IV secolo, è legata soprattutto al miracolo della guarigione di un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce. Da qui deriva la consuetudine della benedizione della gola, impartita con due candele incrociate durante le celebrazioni liturgiche.
La festa religiosa si accompagna, come sempre, a usanze gastronomiche che variano da zona a zona. Nel pescarese si preparano con cura i tradizionali taralli e tarallucci, dolci o salati, dalla forma ad anello che richiama simbolicamente la gola protetta dal Santo. Benedetti in chiesa, vengono poi condivisi con familiari e amici come gesto propiziatorio.
A Taranta Peligna, ai piedi della Maiella, si rinnova anche nel 2026 l’antico rito delle panicelle. Dal 31 gennaio al 3 febbraio si svolge il triduo con messe, preparazione comunitaria dell’impasto e benedizione delle pani sacri. Le donne confezionano le panicelle nella tipica forma di mano benedicente e il giorno della festa, dopo la messa solenne e la processione, vengono distribuite ai fedeli per proteggerli dai mali della gola.
A L’Aquila la tradizione è legata alla preparazione della grande ciambella di San Biagio, arricchita con uvetta, anice e canditi e portata in chiesa per la benedizione. Il 3 febbraio nella Basilica di San Giuseppe Artigiano vengono celebrate le messe dedicate al Santo, con la consueta benedizione della gola e la consegna del pane benedetto, in ricordo dei miracoli attribuiti al vescovo martire.
A Lanciano la confraternita di San Biagio apre il triduo il 31 gennaio con rosario e messe. Il 3 febbraio i fedeli partecipano alle celebrazioni del mattino e al rito dell’unzione della gola con l’olio santo. È tradizione consumare i taralli di San Biagio, dolci o salati e aromatizzati ai semi di anice, preparati per l’occasione nei forni cittadini.
A Teramo si rinnova l’usanza dei pani benedetti: la mattina del 3 febbraio presso una pasticceria cittadina il sacerdote impartisce la benedizione sui pani che vengono poi distribuiti, due per ogni nucleo familiare, a chi vuole partecipare alla tradizione. Come in altre parti della regione, anche qui si preparano taralli e ciambelle legati al culto del Santo.
Queste celebrazioni rappresentano un’occasione per riscoprire i riti religiosi e le tradizioni locali, ma anche per apprezzare i sapori stagionali che accompagnano la memoria di San Biagio nelle diverse comunità abruzzesi.


