Turismo

L’inverno si attraversa a passo lento con le ciaspole

Ci sono giornate d’inverno in cui la montagna sembra chiedere solo una cosa: silenzio e passi leggeri. Le ciaspole nascono proprio per questo: “racchette” da neve che impediscono di sprofondare e permettono di camminare dove, altrimenti, si avanzerebbe a fatica. Oggi sono più leggere e stabili di quelle di una volta, ma l’idea resta identica: entrare in un paesaggio bianco senza disturbare la sua calma.

Tra febbraio e marzo 2026 Lazio e Abruzzo offrono un ventaglio di esperienze che vanno dalle uscite facili (per principianti) fino ai percorsi più lunghi, con la possibilità di affidarsi a guide e all’occorrenza noleggiare l’attrezzatura sul posto. In generale, per una ciaspolata guidata la spesa si colloca in una fascia accessibile, tra i 15 e i 20 euro, che cresce se si aggiungono servizi come noleggio e momenti conviviali nei rifugi di montagna.

Dove la neve inizia a un’ora da Roma: Monti Simbruini

Se l’idea è una fuga rapida, i Monti Simbruini sono spesso la risposta: faggete, altipiani e crinali che in inverno diventano un corridoio naturale di ombre azzurre e luce fredda. A Monte Livata (Subiaco) il programma invernale copre l’arco dal 24 gennaio al 31 marzo 2026, con ciaspolate facili e varianti al tramonto: un modo perfetto per “rompere il ghiaccio” con le racchette da neve, senza trasformare l’esperienza in una prova di resistenza.
Tra i percorsi più citati c’è l’anello Campo dell’Osso – Monte Autore, spesso indicato come adatto anche a uscite non estreme (meteo permettendo).

 

Passeggiando tra il Lazio e l’Abruzzo e viceversa

Una ciaspolata che attraversa il Passo Forca D’Acero (1530 m), tra Opi e San Donato Val di Comino , adatta a tutta la famiglia, dove spesso si possono incontrare Cervi, Lupi e Caprioli, attraversando le foreste in paesaggi immacolati. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la ciaspolata diventa soprattutto un esercizio di attenzione. Tra Pescasseroli, Barrea fino ad Ortona dei Marsi si cammina in ambienti protetti, dove il bosco è protagonista e il passo si fa naturalmente più lento.

I percorsi invernali attraversano faggete antiche e radure silenziose, spesso pensati per essere accessibili e guidati proprio per valorizzare l’aspetto naturalistico. Qui la neve non è solo superficie su cui camminare, ma una sorta di pagina bianca su cui leggere tracce, movimenti, presenze invisibili.

Per chi insegue l’aspetto più “naturalistico” il Parco Nazionale è una scelta quasi obbligata. Nel calendario ufficiale 2026 compaiono uscite specifiche come la ciaspolata nella Selva Moricento, legata alle faggete vetuste riconosciute dall’UNESCO, e tour più brevi pensati per muovere i primi passi con le ciaspole.

 

Nel cuore dell’Appennino: Sirente‑Velino e Campo Felice

Quando invece cerchi un orizzonte più “ampio”, dove la neve sembra distendersi in piani e valloni, l’area Sirente‑Velino regala itinerari molto scenografici. Campo Felice è uno dei punti di partenza più noti: qui trovi proposte pensate anche per famiglie e uscite più strutturate, con date calendarizzate nel pieno della stagione.

Ed è qui che prende forma anche l’immaginario della ciaspolata “classica”: la piana bianca, l’ingresso nel bosco, la salita graduale che fa guadagnare quota e panorama. Tra le mete simbolo, il Rifugio Sebastiani (2102 m) è spesso un traguardo che dà soddisfazione, perché combina cammino, ambiente d’alta quota e la conquista di una meta “meritata”.

Gran Sasso: spazio, luce e silenzio

Sul Gran Sasso la ciaspolata cambia volto a seconda del versante, ma conserva sempre una sensazione di ampiezza e libertà. Dal versante aquilano dominano gli spazi aperti di Campo Imperatore: percorsi morbidi, orizzonti larghi, una luce che d’inverno sembra dilatarsi. È una montagna che non intimorisce, anche quando si cammina sulla neve, e che per questo si presta bene sia alle prime esperienze sia a uscite lente e contemplative.

Il versante teramano, invece, accompagna il visitatore passo dopo passo dentro faggete e radure, con una progressione naturale che porta gradualmente a guadagnare quota. Qui la ciaspolata ha un ritmo più raccolto, fatto di bosco, silenzi ravvicinati e improvvisi affacci sulle grandi pareti del massiccio. Per percorsi più impegnativi si parte da Prati di Tivo per raggiungere La Madonnina, seguendo il sentiero o salendo con la cabinovia. Dalla Madonnina l’itinerario attraversa il Passo delle Salette (2100 m) con tappa al Rifugio Carlo Franchetti (2433 m). Due modi diversi di vivere la stessa montagna, entrambi capaci di restituire quella sensazione rara di equilibrio tra movimento e paesaggio.

 Maiella: quando la montagna guarda l’Adriatico

E poi c’è la Maiella, che d’inverno ha un carattere particolare: più aperta, più luminosa, con certi belvedere che permettono di contemplare il blu del mare immersi nel bianco della neve. Le proposte “Majella vista mare” rientrano proprio qui: sono ciaspolate costruite per unire neve e orizzonte, spesso con varianti al tramonto e momenti conviviali.

Nel periodo febbraio–marzo, la Maiella offre un ventaglio di formule diverse: dalla camminata guidata più essenziale ai pacchetti che includono noleggio e pranzo a base di polenta.
E se vuoi un riferimento puntuale e tecnico, la Maielletta/Passo Lanciano è una delle aree in cui sono descritti percorsi ad anello con durata di mezza giornata e indicazioni precise su attrezzatura e difficoltà.

Come arrivare con le autostrade A24 e A25

Con Strada dei Parchi, si tratti di Maiella, Gran Sasso, Sirente-Velino o Monti Simbruini, tutte le mete sono a portata di auto.

La A24 è la direttrice naturale che da Roma collega i Monti Simbruini e i Lucretili (Vicovaro/Mandela, Carsoli), per inoltrarsi poi nelle aree del massiccio Sirente‑Velino (Aielli/Celano, Magliano dei Marsi, Pescina) e di Campo Felice (Tornimparte), verso il Massiccio del Gran Sasso e l’Appennino centrale legato ai grandi altipiani interni.

La A25 è il corridoio più comodo quando l’obiettivo è la Maiella (da Bussi/Popoli ad Alanno/Scafa) o il Parco Nazionale d’Abruzzo ma collega anche il versante meridionale del Sirente-Velino: da lì poi si può proseguire sulla viabilità locale verso i punti di ritrovo delle escursioni e dei centri visita.

 

Quattro consigli pratici (pochi, ma buoni) 

  1. Prenotare in anticipo, soprattutto per il fine settimana, dopo aver verificato le condizioni meteo.
  2. Non inseguire l’eroismo: scegli un percorso coerente con il tuo allenamento. Le ciaspolate più belle sono quelle in cui riesci a guardarti intorno, non solo a “resistere”. (Molte proposte distinguono chiaramente tra uscite facili e più impegnative).
  3. Vesti a strati e calza comodo: scarponcini impermeabili, guanti e cappello non sono dettagli. Chi organizza ciaspolate indica spesso in modo esplicito dotazioni e limiti, perché sulla neve il comfort è sicurezza.
  4. La notturna è magia… ma va rispettata: il tramonto e il rientro con la frontale hanno un fascino unico, però richiedono più attenzione e una gestione migliore del freddo. Se è la tua prima esperienza, meglio farla guidata

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