Turismo

Castelli sul mare: quattro sentinelle della costa abruzzese

Dalle torri erette contro le incursioni dei pirati alle fortezze dei capitani di ventura, passando per castelli che hanno incrociato vicende storiche. Per la terza puntata del nostro viaggio tra i castelli raggiungibili dalle uscite delle autostrade A24 e A25 ci spostiamo sulla costa adriatica, dove il mare non è soltanto uno sfondo spettacolare, ma un protagonista della storia. Per secoli, infatti, proprio dal mare sono arrivati commerci, ricchezze e opportunità, ma anche minacce che hanno modellato il paesaggio e l’architettura di queste terre.

La Torre del Cerrano, baluardo contro i pirati

La prima tappa è uno dei simboli più riconoscibili della costa abruzzese: la Torre del Cerrano, tra Pineto e Silvi. Oggi si erge placida tra la spiaggia e il mare, immersa nello splendore dell’Area Marina Protetta, ma la sua origine racconta un’epoca ben più inquieta.

La torre faceva parte del sistema difensivo realizzato lungo le coste del Regno di Napoli durante il Viceregno spagnolo, quando il litorale adriatico era frequentemente minacciato dalle incursioni piratesche provenienti dall’altra sponda del mare. Le popolazioni costiere vivevano nel timore di saccheggi e razzie che, tra il XV e il XVI secolo, colpirono duramente molte città abruzzesi.

Da qui le sentinelle scrutavano l’orizzonte, pronte a dare l’allarme in caso di avvistamenti sospetti. La torre sorge direttamente sulla spiaggia, all’interno della prima Area Marina Protetta dell’Abruzzo, che tutela circa sette chilometri di costa caratterizzati da dune, pineta litoranea e fondali ricchi di biodiversità.

Oggi la fortezza non è soltanto un monumento storico: ospita il Museo del Mare, una biblioteca specializzata e il Centro Internazionale di Formazione Veterinaria, diventando un punto di riferimento per attività scientifiche, culturali e divulgative legate all’ambiente marino.

Ortona e il castello sospeso sull’Adriatico

Proseguendo verso sud si raggiunge Ortona. Qui, a dominare il promontorio che si affaccia sul porto, sorgono le suggestive rovine del Castello Aragonese.

Le sue mura raccontano secoli di storia militare e marittima. Costruito per controllare uno dei punti più strategici della costa abruzzese, il castello fu protagonista delle vicende che interessarono il Regno di Napoli e subì, nel corso del tempo, assedi, trasformazioni e distruzioni.

Oggi ciò che resta della fortezza continua a esercitare un fascino straordinario. Le possenti mura si affacciano direttamente sul mare e sul porto di Ortona, creando uno dei panorami più fotografati dell’intera costa. Durante l’estate il sito si trasforma inoltre in un palcoscenico a cielo aperto che ospita concerti, spettacoli ed eventi culturali, regalando al pubblico il privilegio di assistere a una rappresentazione con il mare a fare da scenografia.

Il clou è costituito dalla notte dei Fuochi di San Rocco del 16 agosto ma, con il programma dell’Estate Ortonese 2026, ogni occasione è buona per visitare la vivace cittadina adriatica, tra la Notte Bianca del 22 agosto, il primo festival del viaggio lento e del turismo sostenibile, concerti, sagre, spettacoli ed eventi sportivi per tutta la stagione.

Crecchio, il castello che vide passare un re d’Italia

Lasciando il litorale e risalendo per pochi chilometri verso l’interno, lungo la strada che conduce a Guardiagrele, si incontra uno dei borghi più pittoreschi d’Abruzzo: Crecchio. Circondato rigogliose colline ricoperte di vigneti, uliveti e campi coltivati, il borgo è dominato dall’elegante Castello Ducale, oggi sede del Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale.

Ma il castello custodisce soprattutto una pagina drammatica della storia italiana. Nella notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, all’indomani dell’annuncio dell’armistizio, ospitò infatti per alcune ore il re Vittorio Emanuele III e la famiglia reale durante la precipitosa fuga da Roma. Da qui il sovrano proseguì poi verso Ortona, dove si imbarcò per raggiungere Brindisi e la sede del governo Badoglio. Il percorso di visita comprende gli ambienti storici della residenza ducale, la corte interna, la torre più antica e una sezione dedicata alle vicende del settembre 1943.

Particolarmente suggestive sono le sale che ricordano il passaggio di Vittorio Emanuele III, della regina Elena e del principe Umberto durante la fuga da Roma dopo l’armistizio. Il castello conserva infatti documentazione fotografica e testimonianze legate a quella notte decisiva per la storia d’Italia.

Passeggiando tra le sale del castello e le vie del borgo si ha la sensazione di attraversare luoghi in cui la grande Storia e le vicende quotidiane si sono incontrate in maniera improvvisa e decisiva.

Vasto e la fortezza dei Caldora

L’ultima tappa conduce lungo la Via Verde della Costa dei Trabocchi fino a Vasto, l’elegante città che si affaccia sul Golfo d’Oro.

Dopo aver ammirato Palazzo d’Avalos e i celebri giardini che guardano il mare, vale la pena inoltrarsi nel centro storico fino a raggiungere la piazza dominata dal Castello Caldoresco, una delle testimonianze più significative del passato burrascoso della città.

La fortezza fu costruita dalla potente famiglia Caldora, celebre dinastia di feudatari e capitani di ventura che ebbe un ruolo di primo piano nelle lotte tra angioini e aragonesi per il controllo del Regno di Napoli. A metà Ottocento parte della struttura fu modificata per accogliere Palazzo Palmieri e dell’antica fortezza restano oggi soprattutto i possenti bastioni cinquecenteschi che proteggevano il fossato, insieme a due caratteristiche torri: una merlata e l’altra sormontata da un curioso cupolino che rende immediatamente riconoscibile il profilo del castello. Così il castello ci appare anche su uno storico francobollo, emesso negli anni Ottanta con il valore nominale di 1.400 lire, che per decenni ha accompagnato lettere e cartoline dall’Italia in tutto il mondo. Il complesso è oggi in gran parte proprietà privata, ma la sua presenza continua a dominare il tessuto urbano del centro storico.

Del resto, tutta Vasto racconta ancora il proprio passato, dalla greca Istonion alla romana Histonium, fino ai secoli in cui fu il centro di un feudo dalla posizione strategica, prima in mano ai Caldora, poi ai Guevara e infine ai D’Avalos. Camminando tra le strade della città si incontrano numerose tracce delle antiche mura, delle porte e delle torri medievali, in parte oggi inglobate nei palazzi civili. Un mosaico di storia che accompagna il visitatore verso scorci panoramici indimenticabili, dove lo sguardo si apre alla luce e ai colori del Mare Adriatico.

Un viaggio tra Mare e Storia

La Torre del Cerrano è facilmente raggiungibile percorrendo l’A24 e proseguendo verso la costa teramana, verso Pineto. Per visitare invece Ortona, Crecchio e Vasto, basta seguire la A25 fino al collegamento con la A14 e proseguire verso sud in direzione Bari. In circa due ore di viaggio dalla Capitale si può scoprire un itinerario che unisce torri costiere, castelli medievali, borghi panoramici e alcuni dei paesaggi più affascinanti dell’Adriatico abruzzese.

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