Turismo

L’Aquila: due castelli simbolo della sua grande storia

Proseguendo il viaggio tra i castelli e le fortezze che punteggiano i territori attraversati dalle autostrade A24 e A25, l’itinerario non può che condurre all’Aquila. Qui, in un’ampia conca circondata da altissime vette, la storia si è fatta città, architettura militare, paesaggio. Un territorio segnato da secoli di conflitti, scambi e rinascite, dove le fortificazioni non sono solo presidio difensivo del passato, ma veri e propri punti di orientamento culturale e turistico per chi oggi percorre queste direttrici fondamentali tra Lazio e Abruzzo.

Tra i luoghi simbolo spiccano il Forte spagnolo dell’Aquila, che domina la città, e i ruderi panoramici del castello di Bominaco, poco distante, affacciati su uno degli altipiani più suggestivi dell’entroterra abruzzese. Due tappe diverse, ma complementari, di un unico racconto.

Il Forte spagnolo dell’Aquila: potere, orgoglio e rinascita culturale

Il profilo massiccio del Forte spagnolo è una presenza costante per chi arriva all’Aquila dalla A24. Costruito a partire dal 1534 per volontà dell’imperatore Carlo V, dopo la ribellione della città al dominio asburgico, il castello rappresenta uno degli esempi più imponenti di architettura militare rinascimentale dell’Italia centrale.

Paradossalmente, la fortezza non nasce per difendere la città, ma per controllarla. Bastioni poderosi, fossato, murature concepite per resistere all’artiglieria moderna: tutto parla il linguaggio del potere imperiale. Emblematico è il motto latino inciso sul portale d’ingresso, “Ad reprimendam audaciam aquilanorum”, un monito inteso a “reprimere l’audacia” degli aquilani. Un’iscrizione che il tempo ha trasformato in simbolo del carattere fiero e indipendente della città, più che in una minaccia.

Oggi il Forte ha cambiato profondamente funzione e significato. Tornato a essere la sede del MUNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo dallo scorso dicembre, rappresenta uno dei fulcri culturali più importanti del territorio. Le sale del museo custodiscono capolavori dell’arte abruzzese e raccontano la storia di una regione che, anche dopo le ferite del sisma del 2009, continua a investire nella cultura come leva di rinascita.

Visitare il Forte significa camminare sulle impronte della Storia, ma anche affacciarsi su uno dei panorami più suggestivi dell’Aquila, con lo sguardo che abbraccia il centro urbano e il massiccio del Gran Sasso. È una tappa imprescindibile per chi vuole comprendere l’anima della città, unendo storia, architettura e paesaggio.

Bominaco: ruderi, panorami e capitani di ventura

A pochi chilometri dall’Aquila, lasciando l’autostrada per inoltrarsi nell’altopiano di Navelli, si incontrano i ruderi del castello di Bominaco, arroccati in posizione dominante. Oggi restano mura e silenzi, ma la forza evocativa del luogo è intatta.

Il castello fu teatro delle lotte tra Angioini e Aragonesi e le sue vicende si intrecciano con una delle figure più affascinanti del Quattrocento italiano: Braccio da Montone, capitano di ventura perugino, stratega ambizioso, protagonista di campagne militari che ridisegnarono gli equilibri dell’Italia centrale. Braccio trovò la morte proprio all’Aquila, nel 1424, durante un assedio che segnò profondamente la storia della città.

Oggi Bominaco è una meta perfetta per chi ama il turismo lento e panoramico. Dai resti del castello lo sguardo spazia sugli altipiani e sui borghi circostanti, in un contesto che invita alla sosta e alla scoperta. A breve distanza dai ruderi del castello, quasi nascosto nel silenzio dell’altopiano, si trova uno dei gioielli assoluti dell’architettura religiosa medievale d’Abruzzo: l’Oratorio di San Pellegrino. Edificato tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, è noto come la “Cappella Sistina d’Abruzzo” per il ciclo straordinario di affreschi che ne ricopre interamente le pareti, un racconto figurativo di grande raffinatezza che attraversa il tempo con impressionante integrità. La visita all’Oratorio, insieme ai resti del castello e alla vicina chiesa romanica di Santa Maria Assunta, trasforma Bominaco in una tappa di straordinaria intensità, dove architettura militare, spiritualità e paesaggio si fondono in un’esperienza unica.

Un invito a uscire dall’autostrada

Il Forte spagnolo dell’Aquila e il castello di Bominaco raccontano due epoche della storia, due modi diversi di vivere i castelli in Abruzzo: uno urbano, monumentale, oggi pienamente restituito alla fruizione culturale; l’altro romantico e panoramico, immerso nel paesaggio. Entrambi sono facilmente raggiungibili dalle uscite L’Aquila Est e L’Aquila Ovest dell’autostrada A24, con brevi deviazioni che trasformano il viaggio in esperienza.

Come per Civitella del Tronto, anche qui l’invito è a rallentare, uscire dall’autostrada e scoprire luoghi dove la storia non è solo conservata, ma vissuta. Un patrimonio che accompagna chi percorre ogni giorno le A24 e A25 e che continua a definire l’identità profonda di questi territori, ponte naturale tra centro e sud della penisola.

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