Sapori in viaggio

Virtù teramane, la specialità gastronomica del 1° maggio

In Abruzzo, il 1° maggio si prepara una ricetta tipica della tradizione più radicata: le Virtù teramane.

La leggenda narra che la pietanza si chiami così perché doveva essere preparata da 7 vergini, utilizzando 7 legumi, 7 aromi, 7 carni, 7 verdure di stagione, 7 tipi di pasta, cucinata in 7 ore… così come 7 sono le virtù cristiane.

Secondo alcuni però il nome deriverebbe dai legumi e le verdure che in epoca romana i soldati portavano nei sacchetti, chiamati proprio “Virtutes”, frutto del lavoro nei campi dei contadini.

Tuttavia, la leggenda più vicina alla verità narra che le virtù rappresentano la buona volontà, la saggezza e la fantasia delle donne “virtuose” che, dopo una lunga invernata, riuscivano a preparare con le rimanenze della dispensa, con i nuovi raccolti e con agli scarti gastronomici di vario genere, un piatto delizioso per festeggiare l’arrivo della primavera.

Non sono un minestrone né una zuppa, ma un piatto unico preparato con ingredienti freschi che, una volta, erano i prodotti più poveri e semplici che la terra donava ai contadini: legumi, verdure e primizie della bella stagione in arrivo raccolti insieme ad odori, erbe aromatiche e spezie, uniti sapientemente alle rimanenze invernali. Le quantità e gli ingredienti delle Virtù teramane sono molto soggettive, infatti ogni famiglia prepara la sua versione custodendone gelosamente la ricetta e tramandandola di generazione in generazione.

L’aspetto su cui però non si transige è la sua preparazione, perché segue un rituale lungo, meticoloso, legato alla ricerca delle materie prime da utilizzare, con una precisa tempistica da rispettare:

  • la sera del 29 aprile si mettono a bagno separatamente ed in abbondante acqua i legumi secchi;
  • la mattina del 30 aprile bisogna lavare tutte le verdure a foglia e tagliarle finemente, appassirle con un filo d’olio evo e la cipolla senza stracuocerle, passando poi a pulire i legumi freschi e cuocerli;
  • il pomeriggio del 30 aprile si preparano la pasta all’uovo e le “pallottine” di carne;
  • la mattina del maggio si passa alla preparazione vera e propria della pietanza con l’assemblaggio degli ingredienti.

Questa non è una semplice ricetta, ma una tradizione che fa rivivere ai teramani il gusto delle emozioni vissute in famiglia, la divisione dei compiti, le attese, la convivialità, i sapori dell’infanzia. È un piatto che si cucina in abbondanza, da consumare con più famiglie e che si offre in segno di pace ad amici, vicini o semplici conoscenti.

Per la ricetta e preparazione potete consultare i seguenti link:

giallozafferano.it

La cucina italiana

 

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