Tradizioni

Le “fanoglie” di Villalago ed il culto di San Domenico

Nel piccolo borgo di Villalago, nella Valle del Sagittario, San Domenico si festeggia tre volte l’anno: il 22 gennaio, giorno della morte, il Lunedì dell’Angelo ed il 22 agosto. In occasione della ricorrenza della morte del Monaco, è usanza accendere in segno di devozione dei fuochi, chiamati fanoglie: queste sono alte cataste di legna a forma di cono, preparate alcuni giorni prima dalla gente del paese. Al giorno d’oggi è facile trovare la legna necessaria ma, nei decenni passati, erano i ragazzi del posto che si recavano di casa in casa a chiedere la legna che veniva poi accatastata in una zona ampia del centro.

Ogni quartiere procede a costruire la sua fanoglia che poi, nel tardo pomeriggio dei giorni di festa (21 e 22 gennaio), dopo la recita dei Vespri, verrà accesa e le pire arderanno fino a tarda notte. Le famiglie del vicinato si radunano attorno alla propria fanoglia, tra canti e banchetti a base di salsicce, pesce di lago, patate e cibi alla brace, rinnovando il senso di comunità. Questa manifestazione è diventata una tradizione unica e molto sentita da tutto il territorio, non si conosce la data precisa dell’inizio di questa tradizione ma in Abruzzo è da sempre consuetudine accendere dei fuochi in onore dei principali Santi. Probabilmente i primi fuochi o fanoglie furono accesi per ricordare la morte di San Domenico dai frati nello spazio antistante il loro Monastero, ed è probabile che questa tradizione fu trasmessa anche agli abitanti del primo nucleo di Villalago, come un fuoco dedicato al Santo per dare forza alla povera gente per affrontare i problemi e i pericoli collegati ad un intero anno di attività.

Nel territorio del comune di Villalago si trova anche il Lago di San Domenico, o Lago Pio, che sorge nell’Alta Valle del Sagittario; le sue acque, dal colore verde smeraldo intenso possono essere attraversate grazie ad una passerella, dopo la quale si raggiunge l’Eremo di San Domenico. Secondo la tradizione locale l’eremo venne scavato dal Monaco intorno all’anno 1000, i fedeli usano toccare le pareti dell’eremo o bagnarsi con l’acqua della grotta per invocare la guarigione e ricevere protezione.

Villalago, l’Eremo e il Lago di San Domenico possono essere raggiunti con l’autostrada A25 uscendo al casello di Cocullo e proseguendo sulla SR 479 Sannite in direzione Scanno/Villalago. Una strada tra le più incantevoli e panoramiche d’Abruzzo, che attraversa le Gole del Sagittario con una serie di pittoresche gallerie e viadotti.

Il Lago Pio ai piedi dell’abitato di Villalago
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